A cura degli Avv. Roberto Nicodemi e Giorgia Celletti
È ora di agire.
La situazione degli uffici giudiziari è tale da non permetterci di lavorare, se non con notevoli difficoltà e con tempi troppo lunghi.
La maggioranza delle udienze sono state rinviate d’ufficio di 6/8 mesi e tante di oltre 1 anno, alcune persino al 2022.
I provvedimenti dei magistrati, decisori e non, sono stati pochissimi.
Uffici importanti del Giudice di Pace, del Tribunale e  della Corte d’Appello operano in regime ridotto e  svolgono un’attività insufficiente, non in grado di far fronte alle normali istanze e particolarmente carente in questa fase in cui ci dovrebbe essere una veloce ripresa dopo due mesi di totale blocco .
Una ripresa che deve avvenire con le dovute accortezze, garantendo anche la tutela della salute di tutti gli operatori del diritto.
Tutto ciò è  successo perché non siamo stati in grado di far sentire la nostra voce e nessuno ha accolto le nostre istanze.
Non abbiamo partecipato ai ” tavoli” dove si prendevano le decisioni.
Non ci siamo fatti ” sentire” come dovevamo.
Ora, però, che stiamo vivendo sulla nostra pelle e su quella dei nostri assistiti le ” inappropriate ” scelte dei capi degli uffici giudiziari, non possiamo rimanere inermi.
Dobbiamo esternare e rendere visibile a tutti la nostra  rabbia ed il nostro dissenso.
Non per pura e sola contestazione, ma per offrire una mano, un contributo per cambiare la situazione.
Noi possiamo dargli un grande aiuto: abbiamo cognizione di causa,  gli uffici giudiziari sono la nostra casa ed il diritto il nostro pane quotidiano.
Inoltre, abbiamo tante motivazioni: personali, professionali ed economiche.
Noi non percepiamo stipendi garantiti a fine mese.
Però, abbiamo studi, famiglie e collaboratori ( anche loro con famiglie) da mantenere.
Noi ci sosteniamo lavorando, e questo vogliamo tornare a fare.
Ritornare a far funzionare gli uffici giudiziari come dovrebbero in questa fase  vuol dire tutelare tante famiglie ed evitare che abbiamo rilevanti  difficoltà economiche.
Parliamo di milioni di persone.
Le istituzioni governative e giudiziarie devono rendersi conto che  il supporto dell’avvocatura  è  necessario,  per modificare l’attuale  funzionamento della “ giustizia”, per evitare anche gravi ripercussioni a livello sociale.
QUINDI , VENERDI 29 MAGGIO 2020, ALLE ORE 12,00, IN CASSAZIONE,  DOBBIAMO ESSERE TANTI!!!!
Per pochi minuti, a debita distanza (1 metro), con mascherina e guanti.
Con in mano un codice o con la toga sulle spalle, dobbiamo mandare un messaggio chiaro: “Noi avvocati siamo coloro che tutelano i diritti dei cittadini, che portano avanti le loro istanze, che li difendono  dai ” poteri forti”, che fanno da “ammortizzatore” tra il popolo e lo Stato, che tutti i giorni operano negli uffici giudiziari, anche sopperendo a mancanze di giudici e cancellieri.
In poche parole: La giustizia siamo noi!”.
Pertanto, NON MANCARE.
Questa volta ci devi essere, per dimostrare che fai parte di una categoria professionale, per  un futuro migliore per te e la tua famiglia.
A coloro che non sono riusciti a portare avanti le nostre istanze,  che hanno fatto solo riunioni e ” sterili” comunicati,  che, però,  hanno condiviso protocolli e pesato i provvedimenti, invece di leggerli e contestarli,  chiediamo di fare un passo indietro, perché non sono esenti da responsabilità.
TI ASPETTIAMO.
CONFERMACI LA TUA PRESENZA CON UN MESSAGGIO AL 3286928765.
Con l’impegno di sempre.
I consiglieri del COA ROMA
Avv. Giorgia CELLETTI e Avv. Roberto NICODEMI

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