Maryam Rajavi: Qalibaf, il nuovo presidente del Parlamento del regime, è responsabile dell’uccisione dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK), ed è uno dei complici del capo della magistratura Ebrahim Raisi.

Khamenei lancia un appello per un “governo di Hezbollah”: il Parlamento dei mullah è l’altra faccia della medaglia del governo di Hezbollah, ed è indispensabile affinché esso rimanga al potere.

Terrorizzato dalla rivolta, Khamenei aveva eliminato i candidati della fazione rivale, pianificando la formazione un parlamento ed un governo come quelli attuali. Si tratta tuttavia di un importante passo verso la fine del regime.

La sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha descritto il Gen. Brig. Mohammad Baqer Qalibaf, il nuovo presidente del Parlamento del regime, come “assassino dei membri dell’OMPI e complice di Ebrahim Raisi”, il capo della Magistratura del regime. Qalibaf è uno degli ufficiali responsabili delle politiche di repressione e belligeranza, ed è coinvolto in prima persona nei saccheggi  e nelle ruberie del regime clericale.

La sua nomina a presidente del Parlamento (effettuata da Khamenei in persona) è un ulteriore passo in direzione del processo che vede il regime serrare le fila nell’ultima fase del suo governo.

La sig.ra Rajavi ha sottolineato che un Parlamento dominato dalle Guardie della Rivoluzione Islamica non è che l’altra faccia della medaglia nonché la condicio sine qua non per avere il “governo di Hezbollah” invocato da Khamenei il 17 Maggio. Terrorizzato dall’eventualità di una rivolta Khamenei aveva da tempo progettato l’eliminazione dei candidati delle fazioni rivali ed aveva indetto delle elezioni farsa, così che si formassero un Parlamento ed un governo come quelli attuali. Ad ogni modo, la nomina di Qalibaf è indubbiamente un importante passo verso la fine del regime.

Qalibaf, che si vanta di aver ucciso diversi tra i membri dei Mojahedin del Popolo (OMPI/MEK) nell’operazione “Luce Eterna” del 1988, riconobbe tre anni fa che “solo il 4% della popolazione è soddisfatto della situazione attuale”, come riportato dall’Agenzia Stampa Tasnim il 15 Aprile 2017.

Fin dall’inizio del governo del regime, Qalibaf ha sempre giocato un ruolo attivo nella repressione dei Mojahedin, delle proteste a Teheran e del popolo curdo. Egli era attivamente coinvolto nella antipatriottica guerra contro l’Iraq. Secondo i media e le agenzie del regime, nei 12 anni in cui è stato Sindaco di Teheran, avrebbe rubato miliardi di dollari.

Nel 1983, durante l’antipatriottica guerra contro l’Iraq, fu nominato Comandante della Quinta Divisione Nasr, e mandò migliaia di bambini e studenti nei campi minati.

Nel 1987 venne nominato Comandante della base Najaf a Kermanshah, nel 1988 divenne Comandante della Terza Regione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e nel 1989 ricevette l’incarico di Comandante della 68esima Divisione Karbala. Poco dopo venne scelto come Capo di Stato Maggiore delle forze di terra dei Pasdaran. Nel 1994 ottenne il comando della forza Basiji dei Pasdaran e fondò l’Intelligence dei Basiji con lo scopo di arrestare e reprimere l’opposizione. Qalibaf venne successivamente nominato comandante della Guarigione Khatam al-Anbiya dei Pasdaran, uno dei più importanti conglomerati economici del regime clericale. Nel 1997 Khamenei lo nominò Comandante della Forza Aerea: in questa veste, Qalibaf portò le unità missilistiche dei Pasdaran da 3 a 5 brigate.

Nel Luglio del 1999, sebbene fosse Comandante delle Forze Aeree, prese parte in prima persona alla repressione delle proteste studentesche. Nel 2013, da candidato presidenziale, dichiarò: “Quando accaddero i fatti del 1999 nei dormitori degli studenti, il sig. Soleimani [il comandante delle Guardie della Rivoluzione Soleimani] ed io scrivemmo una lettera [al Presidente]. Quando gli studenti iniziarono a marciare verso l’ufficio di Khamenei, io ero al comando dell’Aviazione dei Pasdaran. Si può ancora trovare la foto di me con un grosso bastone in mano a cavallo di una moto. Ero con Hossein Khaleqi: eravamo nelle strade per sedare le proteste. Scendevamo in strada ovunque fosse necessario, e picchiavamo le persone con i bastoni. Noi siamo tra coloro che impugnarono i propri bastoni.

È per noi un onore avere impugnalo i nostri bastoni contro Massoud Rajavi [il Leader della Resistenza Iraniana] nel 1980. Affrontammo i loro sostenitori nelle strade e nelle università. Eravamo i martiri di Beheshti [Mohammad Hossein Beheshti]. Da allora abbiamo sempre brandito i nostri bastoni, come era necessario fare. Non dissi: “Sono il Comandante dell’Aviazione e non dovrei essere nelle strade”. Non dissi che in qualità di Comandante non spettava a me essere nelle strade.”

Nel 200 Qalibaf venne nominato Comandante delle Forze di Sicurezza Statali, e creò un’unità repressiva della polizia, la 110. Nel 2002 implementò il piano per la sicurezza morale. Durante le proteste studentesche del 2003, in un incontro del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, dichiarò: “In quanto Comandante delle Forze di Sicurezza Statali, soffocherò e reprimerò personalmente le proteste.”

Nel 2015 Qalibaf divenne sindaco di Teheran, e nei 12 anni successivi fu coinvolto in ruberie, saccheggi e depredazioni, offrendo immobili di proprietà del comune di Teheran agli apparatčik del regime a prezzi stracciati. Nello stesso periodo nei comuni venne  applicato il piano per la separazione tra i sessi.

Il 17 Luglio 2017 il quotidiano governativo “Iran” riportò il contenuto di una “lettera dell’Ispettorato Generale”, scrivendo: “Il Comune di Teheran è stato accusato di corruzione, frode ed uso improprio della proprietà pubblica, per una somma di 22 trilioni di Toman. Secondo questa lettera il Comune di Teheran avrebbe concesso appezzamenti di terreno nel nord della capitale al 50% del prezzo originario ad alcuni ai suoi dirigenti, ai membri del Consiglio Comunale, ai deputati, ai membri delle Forze di Sicurezza Statali e a diversi funzionari della sicurezza. La lettera dell’Ispettorato Generale afferma che questi terreni venivano venduti a prezzi tanto bassi da essere irrealistici e con sconti importanti, di almeno 100 milioni ma anche di un miliardo di Toman, e che il pagamento veniva rateizzato in 600 quote mensili. È stato inoltre annunciato che 200 tra appartamenti, ville, e terreni di proprietà del Comune sono stati venduti a 2,2 trilioni di Toman in meno rispetto al prezzo originale.

Il 20 Agosto 2019 i media governativi, incluso il sito web “Tabnak”, rivelarono altri elementi sulle frodi attuate da Qalibaf, spiegando che il Sindaco era in possesso di “47 conti bancari”, che il Comune di Teheran (di cui Qalibaf era sindaco) aveva un “debito giudiziario insoluto di 229,7 miliardi di Toman”, che il Comune di Teheran doveva al Fondo Cooperativo dei Pasdaran “497 miliardi di Toman”, che Qalibaf aveva versato 60 miliardi di Toman e ceduto 80.000 metri quadri in terreni alla “Fondazione Imam Reza”, di proprietà di sua moglie, e che si era reso responsabile della compravendita di una stazione della metropolitana.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

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