Ormai da mesi siamo inflazionati da una terminologia insita nelle ordinanze volte a proteggersi dal virus tanto da non dare più , o quasi, importanza al significato scarsamente etico di una frase, buttata lì  anche quella per emergenza (?), come il :“distanziamento sociale” .

Dico subito di aver provato meraviglia e contestuale disgusto nel sentirla usare la prima volta in quanto, tenuto conto che i valori sociali nel nostro Paese sembrano, ma sarebbe meglio dire sono,  quasi del tutto scomparsi al punto che, se hai bisogno di aiuto, pochi si prestano a darti una mano demandando la cosa a…chi di dovere,  se vuoi anche per paure diverse riconducibile ad un mondo spesso ingannevole e pericoloso, a tutto ciò vorrei aggiungere  che, a furia di ripetere questa frase, si corre il rischio non solo di rimarcare il già esistente distanziamento sociale prima della comparsa del virus, ma anche di consolidare e metabolizzarne in negativo il significato, realtà di cui non ce ne sarebbe alcun bisogno.

Domanda: “ Possibile che lo stuolo di soloni della scienza sanitaria che, almeno a mio avviso, hanno terrorizzato la gente dicendo una cosa e subito dopo il contrario della stessa, non abbiano pensato di cambiare la frase “distanziamento sociale” in, ad esempio, distanza interpersonale” ?  O questo non fa parte del contesto sanitario e va demandato ad altre letterature ?

O i  predetti soloni della scienza che, anche oggi sul Gazzettino, praticamente si scontrano fra loro dicendo che il virus è finito, che il virus riesploderà in autunno, che siamo nella via di mezzo e che, ma questo lo leggo su Italia Oggi, a firma Tino Oldani, non c’è mai stata una pandemia mentre il termine epidemia sta di per sé già largo,  sembrano aver voluto soprassedere dal sollevare questioni di… lana caprina, in attesa che fosse la natura (quindi non loro)  a risolvere i problemi, posto che fino ad oggi hanno fatto solo teatro nelle varie emittenti televisive,  fatte salve le pochissime eccezioni , non sottacendo che un vaccino, se ci sarà, arriverà quando più non serve ?

O c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che hanno fatto di più ?

Arnaldo De Porti

(Belluno-Feltre)

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