a cura di: Debora Caricato

Il cavo orale: una finestra sulla nostra salute

La cavità orale è uno specchio delle condizioni fisiologiche e patologiche dell’intero organismo.

Essa rappresenta una componente importante della salute umana ma spesso la negligenza nell’igiene orale, la mancata prevenzione o l’assenza di trattamenti specifici, rendono l’uomo suscettibile a molte malattie, a volte anche letali. (1)

Giorno dopo giorno, l’impatto della perdita della salute orale sulla vita umana è devastante poiché influenza il sonno, il riposo, l’alimentazione e induce difficoltà nel compiere le attività quotidiane quali nutrizione, deglutizione, parlare, respirare. Inoltre, bisogna considerare che spesso sono necessari prolungati trattamenti farmacologici o l’ospedalizzazione per lunghi periodi che richiedono alti costi, vi sono conseguenze socioeconomiche legate ai costi diretti (spese per il trattamento, diagnosi, riabilitazione), ai costi indiretti (assenza di produttività, incapacità lavorativa, morbilità e mortalità) e ai costi intangibili soggettivi e di natura psicologica (dolore, ansia, depressione, perdita di tempo libero e delle proprie abitudini). Tutto ciò è responsabile di una riduzione della qualità di vita dell’individuo (2).

Non a caso, la salute del cavo orale è tra i principali problemi sanitari dell’intero pianeta, malattie del cavo orale come afte, parodontiti, carie, lesioni buccali e stati infettivi, sono tra i più comuni problemi di salute e hanno profonde conseguenze avverse di tipo fisico, sociale, psicologico ed economico. Queste alterazioni possono essere causa dello sviluppo o progressione di patologie quali cancro, diabete, disturbi vascolari, stati infettivi e autoimmuni (3).

Vi è una marcata evidenza scientifica che indica stati infiammatori quali parodontiti come causa di disturbi cardiovascolari e aterosclerosi che potrebbero essere dovuti al passaggio di batteri dal cavo orale al circolo sanguigno sistemico (4).

Inoltre, non solo il diabete è un fattore di rischio per la parodontite ma la parodontite stessa potrebbe avere un effetto negativo sia sul controllo glicemico sia sullo sviluppo e sulla severità di complicanze quali retinopatia, neuropatia diabetica, proteinuria e complicanze cardiovascolari (5).

Alcuni studi definiscono i meccanismi biologici che sono alla base dell’alterazione del microbiota orale e delle conseguenti infezioni delle vie respiratorie. La maggior parte delle teorie è concorde nell’identificare che la causa sia la colonizzazione della placca dentale di agenti patogeni respiratori e la successiva aspirazione di essi nelle vie aeree superiori (6)

Sono state segnalate anche correlazioni tra alterazioni della mucosa orale e problematiche di natura psichica. Queste ricerche suggeriscono che pazienti affetti da malattie quali afte ulcerose, linchen planus, glossodinia presentano più alti livelli di depressione e ansia mentre negli adolescenti e nei bambini carie dentali e alitosi sono responsabili di disagio sociale, di difficoltà nelle relazioni interpersonali, e di scarsa autostima (7).

I principali motivi del declino della salute orale

L’aumento d’incidenza di tali patologie è dovuto a diverse motivazioni.

In primis, bisogna considerare che l’intero processo di deterioramento della salute, dovuto alla perdita di igiene orale, è graduale e sottovalutato, limitando il trattamento di alterazioni ad un periodo tardivo e irreversibile della malattia.

Inoltre, si ha un forte insuccesso dei comuni trattamenti a causa dei loro effetti non desiderati e/o per motivi economici.

Il problema più grande è che l’utilizzo di antibiotici incoraggia fenomeni di resistenza dei batteri patogeni, alterazioni del microbiota orale e manifestazione di effetti collaterali a essi associati quali conati e dissenteria. Altre sostanze utilizzate quali clorexidina o floruri, sono segnalate come responsabili di tossicità, colorazione dei denti, e sviluppo di cancro orale.

Altro aspetto importante è l’alto costo dei medicinali, responsabile di un utilizzo limitato, soprattutto nei paesi poco sviluppati, di farmaci destinati al trattamento e alla prevenzione delle malattie del cavo orale. Pertanto, la ricerca di sostanze alternative è molto richiesta e i composti fitoterapici, molecole bioattive, presenti in estratti di matrici vegetali, si sono dimostrati una valida alternativa ai composti di sintesi (8).

Lotta delle malattie orali con la fitoterapia: alcuni esempi

La fitoterapia ha acquisito un notevole slancio in vari contesti sanitari nazionali e l’applicazione di rimedi erboristici ha assunto un enorme interesse che è culminato nella scelta di composti di origine naturale nella lotta contro varie malattie e nei disturbi del cavo orale, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli ben sviluppati (9).

La Camomilla (Matricaria recutita) è costituita da olii essenziali, olii volatili e chamazulene. Altri componenti includono α-bisabololo, flavonoidi, luteolina e sesquiterpeni correlati, quercetina e apigenina.

La presenza dei suddetti principi attivi è responsabile della sua attività antibatterica e antivirale, antispasmodica, antinfiammatoria e levigante della muscolatura. Gli usi principali includono trattamento di gengivite, della malattia parodontale anche delle ulcere grazie ad un’azione antiossidante e limitante la formazione di radicali liberi (10).

Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato un’azione favorevole per la rigenerazione della mucosa orale e hanno valutato il suo effetto sulla prevenzione e il trattamento di mucosite orale indotta da chemioterapia e radioterapia mostrando che estratti di camomilla possono prevenire o ritardare l’insorgenza e ridurre la gravità della mucosite (11).

Si evidenzia anche la peculiare azione coadiuvante la guarigione di diverse lesioni buccali operata da estratti di Aloe Vera (Aloe perfoliata var. vera). Essa comprende i componenti chimici come saccaridi, antrachinoni, acidi grassi e prostaglandine. Altre sostanze sono vitamine, minerali, enzimi, aminoacidi, gibberellina, colesterolo, acido urico, lignine, trigliceridi, steroidi, acido salicilico e beta-sitosterolo. È analgesica, antivirale, antimicotica, antiossidante, modulante immunitario, antibatterica, antisettica (12). Il gel di aloe vera viene utilizzato nei siti di chirurgia parodontale, ulcere aftose, lesioni da stuzzicadenti, licheni, grazie ad azione antinfiammatoria e di guarigione delle ferite (13).

Di notevole potenzialità terapeutica è caratterizzata la Cipolla (ceppo Allium Cepa), ricca in componenti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi quali antocianine, responsabili del colore tipico, acido gallico e quercetina, oltre a composti solforati come S-alchencisteinsolfossidi14. In particolare, estratti del ceppo Alium Cepa hanno dimostrato un’azione antimicrobica, riducendo la vitalità di ceppi di Streptococcus Mutans e Streptococcus Sobrinus responsabili della formazione di carie, suggerendo un possibile trattamento preventivo (15).

Altri composti sono olii di mirra di cui si osserva attività in grado di prevenire di stati infiammatori della mucosa, matrici di propoli e miele aventi una azione lenitiva. Vi è un vastissimo l’elenco delle possibili biomolecole efficaci, oggi giorno, sul mercato italiano e mondiale, sono presenti diversi prodotti contenti composti fitoterapici, venduti come spray, sciroppi, integratori, collutori, tinture, patch bioadesivi, gel e termogel (16-17).

RIFERIMENTI:

1. P. E. Petersen, D. Bourgeois, H.Ogawa, S. Estupinan-Day, C. Ndiaye, «The global burden of oral diseases and risks to oral health» Bulletin of the World Health Organization, vol. 63, pp. 661-669, 2005.

2. S. Listl et al, «Global Economic Impact of Dental Diseases» Journal of Dental Research, vol. 94, pp.1355–1361, 2015.

3. M. Villanueva-Vilchis, P. López-Ríos , I. García, «Impact of oral mucosa lesions on the quality of life related to oral health. An etiopathogenic study » Oral Medicine and Pathology, vol. 21, pp. 178-184, 2016.

4. M. Nazir, «Prevalence of periodontal disease, its association with systemic diseases and prevention» Int J Health Sci Res vol. 11, pp. 72–80, 2017.

5. H. Jansson et al, «2 diabetes and risk for periodontal disease: a role for dental health awareness» J Clin Periodontol vol 33, pp. 408–414, 2006.

6. A. Scannapieco, «Role of Oral Bacteria in Respiratory Infection» J Periodontol vol 70, pp. 793-802, 1999.

7. C. Yang et al, «Psychological problems and quality of life of patients with oral mucosal diseases: a preliminary study in Chinese population» BMC Oral Health, vol.216, pp. 1-7, 2018.

8. D. Patrick et al., «Reducing oral health disparities: a focus on social and cultural determinants» BMC Oral Health, vol 6, pp. 32-36, 2006.

9. DJ. Sinha et al, «Natural medicaments in dentistry» Ayu, vol 35, pp. 113–118, 2014.

10. K. Srivastava, «Chamomile: A herbal medicine of the past with a bright future (Review)» Molecular Medicine Reports, vol. 3, pp. 895-901, 2010.

11. A. Aghamohamamdi, S. Hosseinimehr, «Natural Products for Management of Oral Mucositis Induced by Radiotherapy and Chemotherapy» Integrative Cancer Therapies, vol. 97, pp. 1-9, 2015.

12. Abid Aslam Maana et al, «The therapeutic properties and applications of aloe vera: a review» Journal of Herbal Medicine, vol.45, pp. 234-246, 2006.

13. G. Nair et al, «Clinical Effectiveness of Aloe Vera in the Management of Oral Mucosal Diseases- A Systematic Review» Dentistry Section, vol. 7, pp. 26-78, 2016.

14. G. Griffiths, L. Trueman, T. Crowther, B. Thomas, B. Smith, «Onions—A Global Benefit to Health» Phytotherapy Research, vol. 16, pp. 603–615, 2002.

15. J. Kim, «Anti-bacterial action of onion ( Allium cepa L .) extracts against oral pathogenic bacteria» The Journal of Nihon University School of Dentistry, vol. 39, pp. 136-147, 1997

16. E. A. Palombo, «Traditional Medicinal Plant Extracts and Natural Products with Activity against Oral Bacteria: Potential Application» Evidence-Based Complementary and AlternativeMedicine, vol. 11, pp. 3-12, 2011.

17. H. K. Rehman, Oral Health and Herbal Medicine, Gerwerebestrasse, Switzerland: Springer, 2017.

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