DE RANGO (CIMOP): “BENE IL RAMOSCELLO DI ULIVO, MA CHE NON SIA TRASFORMI IN ALTRO FIELE”

Dopo 5 mesi si riaprono le trattative con le parti datoriali di Aris e Aiop per il rinnovo del contratto. L’ultimo contatto formale risale al novembre 2019. “Bene il ramoscello di ulivo, ma che non si trasformi in altro fiele. Auspichiamo che parti datoriali, Governo e Conferenza Stato-Regioni possano sostenere il rinnovo utilizzando gli stessi criteri adottati per gli altri contratti”.

Questo l’auspicio della dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della CIMOP (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata), che sulla ripresa del dialogo osserva: “Ci eravamo lasciati circa centocinquanta giorni fa con un blocco inaspettato del rinnovo che aveva provocato lo sciopero generale del 24 gennaio. La Cimop in completa autonomia si è più volte seduta al tavolo delle trattative con le parti datoriali anche se inizialmente non sostenuta dal Ministero della Sanità, non per una presa di posizione generica ma per una gravissima contingenza: il ccnl è fermo al 2005 e la parte economica al 2009 ma non completamente applicato in tutte le regioni. Ai medici della sanità privata si applica attualmente un contratto del 2005. Spiccano, in primis, i 14 anni di anzianità di quel contratto, che nei fatti è stato superato da una serie di modifiche legislative che lo rendono anacronistico. Nel 2009 il trattamento economico è stato rivisto, ma quelle stesse previsioni di incremento sono state applicate solo al 50% nelle regioni del centro sud, e totalmente inapplicate nelle strutture private religiose della regione Lazio”.

E conclude: “L’ottica di ricomposizione è uno strumento che non può venire meno nella contrattazione sindacale, a maggior ragione quando si decide del lavoro di chi, in questi mesi di emergenza pandemica, si è speso in prima persona e, inizialmente, purtroppo anche senza le adeguate protezioni. Per cui ben venga una nuova stagione di dialogo ed un ramoscello di ulivo, ma che non si trasformino in altro fiele. Auspichiamo che parti datoriali, Governo e Conferenza Stato-Regioni possano sostenere il rinnovo utilizzando gli stessi criteri adottati per gli altri contratti”.

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