Sommario: PROPOSTE CONCRETE – MAGISTRATURA TRA RIFORMA E MELE MARCE – MEDICI: AZZUFFIAMOCI UN PO’!…

PROPOSTE CONCRETE

Leggere il “Corriere” di lunedì che in poche righe sintetizzava l’esito degli “Stati Generali” è stato disarmante. Per Conte, a conclusione di 86 dichiarati contatti – compresi Monica Guerritore, Fuksas e Elisa (cui Conte ha chiesto di cantare “Luce”) sicuramente degli economisti di grido – il succo è che “Bisogna modernizzare il paese, studiare nuove forme di energia e rendere l’Italia più inclusiva”. E per queste ideone si è tenuto un vertice di 10 giorni???  Mah, Tra l’altro anche l’ipotesi di ridurre l’IVA “non è decisa perché è costosa, ne parleremo”,  è caduta dopo 2 giorni.

 Il governo varerà per settembre  un piano di rilancio “In una versione sufficientemente definita” (!!). Per realizzarla bisogna andare (ovviamente) “A fine legislatura, nel 2023” perché “Non dobbiamo solo riformare il paese, ma reinventarlo” Come? Altrettanto ovviamente “Con la riforma della burocrazia, i pagamenti digitali, le imprese 4.0 e l’alta velocità abbandonando i combustibili fossili e con un “bonus” (questo ci mancava) per 500 donne che vogliono diventare manager” .

Fine? Fine…

Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia il 12,5% in meno del PIL e l’incremento del debito pubblico al 166% del medesimo (ovvero una catastrofe) ma non preoccupatevi, non abbiamo fretta.  Se pensate che in 5 mesi il debito italiano è aumentato di QUINDICI VOLTE il tasso di aumento medio annuo sul quale per un decimale si consumavano settimane di diatribe con Bruxelles dovreste rendervi conto di cosa stia succedendo e dell’eredità che andrà a pesare sugli italiani e su chi in futuro avrà la ventura di tentare di governarli.

Non mi ripeto più su Conte, questo narciso dilettante allo sbaraglio che ci fa tutti fessi rinviando i problemi sine-die con la cancrena economica che ci divorerà e intanto tirando a campare, ma visto che bisogna anche PROPORRE, a Conte avrei detto che basterebbe cominciare a definire un primo punto strategico ovvero il rilancio “turistico” dell’Italia.

Non penso solo agli alberghi, ma a tutto ciò che è richiamo dall’ estero  e contemporaneamente rappresenti qualità della vita di tutti noi. E’ turismo aiutare chi assume nel settore, finanziare cooperative (di giovani e donne) che organizzino accoglienza, visite culturali e storiche, finanziando Enti e comuni per sistemazione delle aree, spiagge, sentieri di montagna, finanziando ricerche archeologiche, la sistemazione dei centri storici con rivitalizzazione dei mille borghi abbandonati.

E’ turismo pensare alle infrastrutture, ma anche pulire subito le strade, colpire durante chi getta rifiuti ovunque, curare i particolari nelle ristrutturazioni edilizie per mantenere il bello che abbiamo, incentivare i B & B, gli agriturismo, la vendita diretta di prodotti agricoli di qualità, dare “buoni sconti” sulle autostrade almeno per i turisti (sono le più care d’Europa!). Diffondere una “mentalità turistica” significa cura ed amore del territorio, con lo sfruttamento intelligente di decine di migliaia di risorse, luoghi, spazi abbandonati ma anche essere ospitali e non voler fregare l’ospite. L’Italia non sono per il mondo le acciaierie di Taranto che portano (poco) lavoro ma distruggono e inquinano, ma piuttosto posti bellissimi che vanno affidati e gestiti da milioni di imprese, artigiani e piccolo commercio, professionisti seri che erano stremati già da prima del virus.

Ma torniamo alla miniera d’oro che può essere la difesa del territorio: ci sono milioni potenziali posti di lavoro che possono “rendere” subito e far circolare ricchezza. L’Italia era “Il giardino d’Europa” ma siamo precipitati per presenze turistiche in un progressivo degrado assurdo. C’è un Sud che potrebbe fare invidia a Spagna, Grecia, Portogallo…eppure tutti ci hanno bagnato il naso, con milioni di disoccupati e il paese si sbriciola in una triste sciatteria. Cucina italiana, vini italiani, musica italiana, clima invidiabile: abbiamo tutto e nessuno vuole pensarci.

Un tema così si può rilanciare con decreti veloci, semplici, pratici, attuali…possibile che nessuno a Villa Pamphili – occupandosi di massimi sistemi e con tanta demagogia –  ne abbia parlato?

MAGISTRATI E AUTORIFORMA

Lo scandalo Palamara sta mettendo in luce le contraddizioni (e peggio) dei vertici della Magistratura italiana. Si dice e si scrive che serve un nuovo “autogoverno” della Magistratura per sganciarla dalla politica e perchè ritorni ad essere autorevole e super partes, soprattutto nella lottizzazione delle nomine.

Come è possibile che questo processo possa essere credibile se il Capo del CSM è il Presidente Mattarella (già esponente del PD) ma il vice-presidente del CSM – ovvero il braccio operativo, quello che di fatto lo dirige – continua ad essere l’on.le David Ermini? Ermini è un avvocato che è stato prima consigliere provinciale e capogruppo della Margherita a Firenze quando il presidente dell’ente era Matteo Renzi, poi contemporaneamente giudice onorario a Firenze, successivamente deputato del PD nel 2013 e quindi responsabile del dipartimento giustizia del partito.

Rieletto deputato – sempre del PD – nel 2018  Ermini, pochi mesi dopo, è stato “traghettato” al CSM ed eletto vice-presidente.

Ma ci ricordiamo che Palamara trafficava proprio con Cosimo Ferri e Luca Lotti, esponenti del PD (quest’ultimo toscano proprio come Elmini e uomo di fiducia del solito Matteo Renzi), già ministro allo sport dal 2015 al 2018 e ora sotto processo tra l’altro per l’affare Consip ?

E forse ricorderete anche  il caso di Giovanni Legnini che – da parlamentare PD – nel  2014 è stato  fino a fine settembre sottosegretario all’economia nel  governo Renzi, ma contemporaneamente il 10 settembre dello stesso anno era stato eletto in quota PD allo stesso CSM? Ma è mai possibile passare in modo contemporaneo e così disinvolto dal parlamento al governo alla direzione della Magistratura attraversando i tre poteri costituzionali che (in teoria) dovrebbero essere tra loro indipendenti e sovrani?

Questo giro toscano non solo è inquietante, ma è proprio oggetto dello scandalo Palamara con i suoi contatti con esponenti del PD e la reciproca  complessa ragnatela di traffici e di nomine.

Che garanzie ha allora il cittadino – ma anche la logica – che il CSM possa seriamente “autoregolamentarsi” nella trasparenza se è tuttora in mano a questi personaggi evidentemente comunque “contigui” a questo mondo?

Ma attenti, non è solo il PD: condivido con Matteo Renzi quando chiede che vengano pubblicati TUTTI i messaggi e i contatti di Palamara negli anni.

Anche perché  se un politico chiede od offre un favore è imputabile di corruzione, illecito e voto di scambio, ma se – all’inverso – è un magistrato a chiederlo a un politico perché non è considerato reato? Anzichè lanciare tanti proclami il presidente Mattarella non avrebbe il dovere morale di intervenire sciogliendo prima di tutto queste ambiguità?

E poi, una volta per tutte, ci si decida: chi fa il magistrato non faccia carriera politica e se l’intraprende poi non deve poter più tornare indietro o ogni sua sentenza, per giusta che sia, sarà sempre letta anche in chiave politica.

A me sembra semplicemente una questione di buon senso prima ancora che di trasparenza e ha ragione “Il Foglio” che nei giorni scorsi scriveva di stare attenti a non guardare troppo alla “mela marcia” Palamara ma piuttosto al resto dell’albero, gravemente malato e corroso di dentro.

DEONTOLOGIA MEDICA

“Il virus è meno aggressivo” sottoscrivono dieci scienziati, “Sostenerlo è una demenziale scemenza” replica un medico tra quelli più gettonati nelle serate TV del coronavirus. “In autunno ci sarà  una nuova ondata !” “ Assolutamente no, e se arriva sarà un virus attenuato e curabile”. “Nel mio reparto non ho più ricoverati, ormai sappiamo domarlo!” insistono da Genova “Solo chiacchiere, non è scienza” replicano da Milano. La procura di Bergamo chiama il virologo veneto contro quello lombardo e tra infettivologi, virologi, primari, esperti e professori (sono tutti professori!) si azzuffano alla grande.

La gente, a casa, avrebbe il diritto almeno di capire e magari tranquillizzarsi un po’.

PS: ieri sono stato in Svizzera. Stesso lago, stessa aria, stesse acque, ma a Locarno non ci sono segni dell’epidemia: nessuno gira con la mascherina (salvo gli italiani) al ristorante e al bar ti siedi come vuoi, il buffet sono serviti come al solito. Un altro mondo, eppure sembra che in Ticino ci siano stati (ovviamente) gli stesi problemi che in Lombardia. Adesso però pensate ad  un turista tedesco: preferirà stare in un albergo sul Lago Maggiore dalla parte svizzera o su quella italiana? Forse comprenderete perchè a Locarno c’era vita e da noi tutto è sconsolatamente vuoto.

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      BUONA SETTIMANA  A   TUTTI                                                                    MARCO ZACCHERA

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