“Da 25 anni l’Alitalia, i suoi dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori, non trovano tranquillità. È ora di cambiare rotta”, commenta Gianni Carloni, esponente di Convergenza Socialista. “Chiediamo di approfondire gli errori fatti in questo ventennio. Fusioni non realizzate, cessioni fortunatamente fallite, errori strategici madornali. Alitalia sopravvive malamente e continuiamo oggi a parlarne per il bene delle lavoratrici e dei lavoratori.”

“Alitalia è stato un bene nazionale, fino agli anni 90, prima del declino. Ora deve tornare ad essere un bene nazionale. I lavoratori non devono permettere ai politicanti, ai governanti, di attivare processi di privatizzazione, e fanno bene a protestare, manifestare, scioperare. Le privatizzazioni sono il problema; un martirio costantemente perpetrato nelle società capitalistiche a danno delle classi lavoratrici che noi di Convergenza Socialista difendiamo assolutamente. Dobbiamo combattere, abrogare una volta per tutte, il modus operandi del capitalismo, con i suoi governi neoliberisti e una sinistra troskista traditrice della dottrina socialista, marxista-leninista”, prosegue Carloni.

“Chiedo alle lavoratrici e ai lavoratori di Alitalia, così come ho chiesto ai lavoratori dell’ex Ilva, di sostenerci per cambiare le sorti di questo nostro paese, per cominciare una lotta uniti, contro lo smantellamento delle nostre aziende, tutte!”, conclude Carloni. “Lavoratori della ex Ilva, lavoratori Alitalia e lavoratori di altre aziende, svendute e chiuse! Le lotte dobbiamo farle con lo sciopero ad oltranza. L’unione fa la forza e sconfigge i governi al servizio dei privati e dei capitalisti.”

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