” i campi di Tindouf costituiscono un’area senza legge in cui le organizzazioni e gli osservatori internazionali non possono accedere liberamente per effettuare un censimento della popolazione, che viene sistematicamente rifiutato dall’Algeria, che ospita questi campi sul suo territorio ” questa affermazione della deputato bulgara Ilhan Kyuchyuk esponente di spicco del partito  “Movimento per il Diritto e la Libertà” e aderente all’Alleanza dei democratici e liberali .  Tale affermazione fa riflettere sulla reale situazione in cui versa il popolo saharoui , una popolazione di antica storia e sui cui aiuti ,  fatti anche in buona fede da parte di organizzazione umanitarie si è espresso anche l OLAF , ente europeo per la lotta alle frodi. Infatti, come ha rilevato un altro eurodeputato francese sono emerse situazioni dove gli aiuti umanitari “sono stati usati per comprare armamenti” . Questa situazione ci permette di fare una serie riflessione . Per prima cosa , cosa significa aiuto umanitario . Se si vuole fare del bene, aiutare una popolazione che soffre occorre prima di muoversi conoscerne la realtà e non affidarsi al buon sentimento o all’ideologia , perchè entrambe portano inevitabilmente a compiere dei pasticci e a complicare una situazione che già di per se stessa è intricata e figlia del colonialismo europeo . Quindi prima regola, conoscere la situazione sapendo, ad esempio che questi campi dove , come ha detto l’On Kyuchyuk  “ le organizzazioni e gli osservatori internazionali non possono accedere liberamente ” sono organizzate prendendo i nomi delle provincie meridionali del Marocco pur essendo in altra Nazione; seconda regola generale passare ,se si vuole fare del bene o promuovere del volontariato attraverso realtà che già operano e sono controllate dai governi, ad esempio le associazioni comunitarie marocchine, le autorità dipolomatico/consolari che possono offire assistenza e tutelare le persone che operano sul terreno; terzo pensare sempre come se si fosse abitanti di quelle regioni e mai andare , anche se in buona fede, con la mentalità di nascita. A queste semplici regole credo anche opportuno ricordare altri aspetti il Marocco è , come già detto in tante occasioni una Nazione araba ed islamica e su questi due punti nessuno credo possa obbiettare ma, è una realtà che proprio per questi due suoi capisaldi e per l’azione che sta conducendo negli ultimi anni Sua Maestà Mohammed VI , è di per se stessa plurale aperta . La cultura saharoui s, come quella amazigh , ebraica e cristiana trovano nel “modello marocchino” una loro ragione di essere . Se cosi non fosse non ci spiegheremmo ad esempio il richiamo della cultura amazigh e ebraica accanto a quella arabo islamica nella costituzione marocchina e non ci spiegheremmo neppure l’autonomia avanzata delle provincie meridionali del Regno se non anche in una ottica di valorizzazione del mondo saharoui. Una Nazione che vorrebbe cancellare una componete culturale, non darebbe una autonomia rafforzata . L’autonomia rafforzata delle provincie meridionali non è solo da leggere in chiave economica ma anche in chiave sociale e culturale, che trova nella pluralità la propria unità. Ci troviamo difronte ad un mondo che cambia, che si evolve, non possiamo essere fermi alle ideologie del secolo passato e queste non possono influenzare le nostre scelte. Il secolo del colonialismo ha prodotto problemi enormi ma, come ha sentenziato anche recentemente la Corte suprema di Spagna proprio in un caso legato alle provincie meridionali “Il Sahara non può essere considerato la Spagna ai fini della nazionalità di origine prevista dal codice civile. In altre parole, quelli nati in un territorio durante il periodo in cui era una colonia spagnola non sono nati in Spagna.”. Se vogliamo veramente il bene del popolo sahaoui , dobbiamo spingere affinchè le Regioni italiane aprano in questi territori , non nei campi, delle loro rappresentanze , con personale locale non solo per stabilire accordi commerciali ma anche per veicolare in modo trasparente gli aiuti e la solidarietà . Come disse Daniele Comboni “Salvare l’Africa con l’Africa” , una frase che viene messa in pratica da Sua Maestà Mohammed VI . Una frase che servirebbe da guida per tutti coloro che vogliono il bene del mondo arabo e di quello africano.

Marco Baratto
Incontri Culturali Franco Italiani

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