Roma, 3 luglio 2020 – Barbara Appiano, autrice definita in una recente intervista una vera e propria “Bomba letteraria” sul Corriere dello Spettacolo, dal giornalista Stefano Duranti Poccetti, continua a stupire per la sua creatività dirompente e inarrestabile. La sua vena creativa e la sua verve fanno di lei un genuino fenomeno, guidato nella sua creazione letteraria da una passione irrefrenabile per la scrittura.

L’autrice ci regala ora, per le vacanze, un libro sul bullismo, da leggere sotto l’ombrellone.

Il titolo del libro è “Bulli e atolli, il mondo non è dei polli“, e consiste in un’opera originale per l’impianto della scrittura, che fa parlare un pugno bullizzato che vorrebbe ritornare ad essere una mano, per accarezzare e fare pace con il resto del mondo.

L’autrice cerca di mettere un fermo immagine sulla violenza fisica e verbale dilagante in ogni ambito sociale, scolastico, familiare, e politico, dove i bulli sono bambini, adolescenti e adulti, ciascuno con la propria dose di bullismo e vittimismo.

Il tema dei polli e dei galli, che compaiono in copertina, è riferito al pollaio vicino all’orto dell’autrice, con un gallo che si chiama Luciano, in onore a Big Luciano Pavarotti.

Luciano è il vero matador della storia, e per entrare in casa sual cioè il pollaio, bisogna passare dal suo becco affilatissimo e dai suoi speroni. Se Luciano attacca è meglio stare fuori.

Il libro, per questo, è una metafora gigantesca sul bullismo, come fenomeno antropologico che sfocia nella violenza, e in cui la prevaricazione e l’essere gregari sono le chiavi per i cosiddetti “vincenti”, i capo branco.

Perché come nel mondo animale il bullismo è un marcare il territorio, e come Luciano il gallo-dominus lo insegna, pattugliando il suo pollaio come un harem, così accade anche nel mondo degli umani.

Il pugno, che parla in prima persona, nel libro vive molte avventure, e arriva a parlare con la strega di Biancaneve definita una super bullal che lo vorrebbe tenere sottomesso sempre con il guantonel per colpire.

Ma questo pugno alla fine si libererà della sottomissione, che oggi si subisce, come il comportamento asservito per essere accettati in un gruppo, e in un branco, che è la fattispecie umana di un pollaio.

Perché come scrive l’autrice: “Il bullo è un uomo in gabbia che non riesce a liberarsi della sua rabbia, e il bullismo trova in questa gabbia, che è la sua mente, prigioniera di stereotipi duri a morire, la sua ragione d’essere”.

L’opera riporta il patrocinio del “Corriere dello Spettacolo”, quotidiano on line fondato dallo scrittore e giornalista Stefano Duranti Poccetti, con il quale la scrittrice collabora.

LA PREFAZIONE

Dalla prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia, docente di lettere al liceo statale Giordano Bruno di Torino e dottore di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma:

Di fronte a una società retta sul modello del self-made man, Barbara Appiano propone ai suoi lettori un romanzo–saggio, dal taglio onirico e post-strutturalista, in relazione alla tematica del bullismo, oggetto di tante campagne di sensibilizzazione, specialmente in ambito digitale, se si pensa al fenomeno del cyberbullismo.

La scrittrice presenta i bulli quali una nuova forma antropologica, frutto distorto di un contesto sociale che, invece di educare all’amore e alla condivisione, inneggia alla supremazia, perché la sana normalità è associata alla mediocritas del fallimento.

I bulli sono quindi paragonati ai galli, che si scagliano contro le loro vittime, ossia i polli, in una zuffa da pollaio, immagine semplice, ma efficace, dell’ideologia del superuomo, dell’homo homini lupus, cioè del vincente che diventa un modello per il gruppo, tanto che i gregari stessi inducono l’antieroe a trasformare le sue azioni in un comportamento ripetuto e consapevole.

L’autrice non mira a inserirsi nel filone del buonismo né a porsi come una tuttologa nella ricerca di soluzioni, ma evidenzia bene che il bullismo è ormai diventato una filosofia strisciante, una panacea contro la noia, di fronte alla quale la violenza diviene un rimedio per distrarsi.

La narrazione è così dominata dal Pugno personificato, un pugno pronto a colpire, per spettacolizzare la rabbia, prima in un gruppo di amici, che, per autoriconoscersi, si autoassolve nell’identificazione di un leader, e poi via cavo.

Il bullismo è inevitabilmente figlio del nonnismo e delle gare clandestine, intrise di una violenza fisica tale da ridurre al silenzio le parole, il Dialogo con la D maiuscola, ma Barbara Appiano coglie bene anche i pericoli del cyberbullismo, i cui colpi tramite internet non sono meno dolorosi.

Dietro lo schermo del computer, infatti, la solitudine della vittima è ancora più profonda, poiché la rete aumenta a livello esponenziale il senso di vergogna, quando non si è allineati con le tendenze del gregge nel mondo dei social network.

Rispetto a molti studi sull’argomento, il nuovo scritto di Barbara Appiano, come emerge già dal sottotitolo “Romanzo bullo che non vuole farsi educare”, propone un’identificazione non solo con la vittima, ma anche con il bullo stesso, o meglio cerca di sottolineare come ciascuno abbia in sé il desiderio di usare le mani per accarezzare, costruire, disegnare, mentre la violenza sarebbe il frutto del contesto in cui si è cresciuti, ossia della necessità di difendersi, perché, per evitare di essere calpestati, spesso si impara a calpestare.

Tuttavia, l’autrice non adotta uno sguardo da psicologa, bensì mostra il pregiudizio generale di fronte a un ex bullo, il cui cambiamento diventa un topic nei programmi televisivi. Per paradosso, anche a causa della televisione, cattiva maestra di popperiana memoria, l’ex bullo è bullizzato da una società che non concede la possibilità di cambiare.

Barbara Appiano, con una salace mordacia, ci esorta a far tacere la strega di Biancaneve presente in ciascuno di noi, ogni volta che il primordiale istinto animale prevale sull’ humanitas.

Rispetto all’ homo homini lupus , bisogna ripartire dall’essenza stessa di uomo; infatti, dal momento che homo homini deus est, si suum officium sciat, per usare le parole di Cecilio Stazio, attraverso l’educazione, tanto in famiglia, quanto a scuola, possiamo imparare a convivere nello zoo del mondo, senza distinguere galli e polli.

Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia

Docente di lettere al liceo statale Giordano Bruno di Torino

Dottore di ricerca dell’università La Sapienza di Roma

Chi è Barbara Appiano

Barbara Appiano è un  fervente fenomeno letterario, in continuo movimento, con all’attivo ben 18 libri (e molti altri sono in preparazione).

I suoi libri mantengono una ricerca senza sosta della  bellezza e della  verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, in  difesa della natura e delle  specie a rischio di estinzione e in difesa dei  disabili psichiatrici e della  malattia  mentale.

Barbara Appiano collabora con varie istituzioni nazionali e internazionali quali Il  MuMa, Il Museo del Mare di Milazzo, l’ Associazione Nazionale dei Familiari dei Pazienti Psichiatrici “Abbraccialo x me”, e ancora “Amici per sempre”, un’associazione fondata dal medico chirurgo primario ospedale di Desio Dott.Dario Maggioni, con il progetto internazionale per la salvaguardia della fauna selvatica africana a rischio di estinzione quali elefanti e rinoceronti Pengo Life Project.

La Appiano collabora inoltre con il  Gruppo Donatori Sangue della Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi, il Comitato  RicostruiamoSaletta.org per la ricostruzione del borgo Saletta, frazione di Amatrice, devastata dal terremoto del 24 agosto 2016, con il Centro Cardiologico Monzino per la ricerca cardiovascolare, con l’Istituto Oncologico Europeo per la ricerca oncologica,  ha collaborato con la rivista cartacea internazionale per la cultura “Le Muse” recensendo diffusa in tutto il mondo  , traducendo autori contemporanei  e infine collabora con il Corriere dello Spettacolo, giornale per la cultura fondato dal dott. Stefano Duranti Poccetti.

L’autrice è stata ospite in passato al  Maurizio Costanzo Show, ha partecipato numerose volte alla trasmissione televisiva “Libri oggi” condotta dal  critico letterario  Dott. Andrea Menaglia sul Canale nazionale Italia 161, in cui ha presentato i suoi numerosi libri, oltre ad essere stata intervistata da  Radio Cusano Campus, Radio Onda Web di Napoli,  Radiodueminutiunlibro.it, mentre alcuni suoi racconti sono stati letti da  Maria Cocozza del TG5 nella trasmissione  Arca di Noè.

Nel passato ha collaborato come marketing manager per conto della multinazionale svizzero tedesca SIG pubblicando articoli tecnici su applicazioni industriali sviluppate per Bmw, Danone, Iveco, Fairchild, su testate di settore quali Automazione Oggi, Assemblaggio, Packaging.

L’autrice ha lavorato con lo  scrittore Domenico Rea (Premio Strega), è stata collaboratrice della rivista mensile Cosmopolitan con articoli di costume e società riguardo la sua città di origine che è Torino, ed è stata nominata dal Ministero dei Beni Culturali “Lettrice d’eccezione”, per la sua attività di lettrice nelle scuole, con la quale collabora in particolare con gli alunni della scuola primaria Carrubaro di Milazzo, per l’illustrazione del libro “Dighe e cascate finchè ci sarà sete,” in partnership con il Museo del Mare di Milazzo, con gli alunni delle quinte classi della scuola primaria F.D’Assisi di Correggio (RE) per le illustrazioni interne del libro di con all’attivo ben 19 libri (e molti altri sono in preparazione).

I suoi libri mantengono una ricerca senza sosta della bellezza e della verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, in difesa della natura e delle specie a rischio di estinzione e in difesa dei disabili psichiatrici e della malattia mentale.

Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che ha ricevuto e letto i suoi libri si è congratulato con Barbara Appiano per la creatività finora espressa e per i temi che il medesimo Presidente condivide, quali difesa ambiente, diffusione dell’arte e impegno nel sociale.

Molti suoi libri hanno il patrocinio di diverse grandi istituzioni, il cui ricavato delle relative vendite viene donato in beneficienza alle associazioni interessate.

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