Football. Trattato sulla libertà del calcio

No, piuttosto è la vita ad essere la metafora del calcio

Da domani 8 luglio arriva in libreria football, l’ultima fatica letteraria di Giancristiano Desiderio. Un agile manualetto filosofico dedicato a tutti gli innamorati del “gioco più bello del mondo” che esce, per pura coincidenza, mentre in Italia è ancora in pieno svolgimento un inedito e serrato campionato estivo di calcio, ripartito dopo lo stop imposto dal Covid-19.

Se Jean Paul Sartre scrisse che il calcio è la metafora della vita, in questo Trattato sulla libertà del calcio, come recita il sottotitolo, Desiderio capovolge il luogo comune affermando che è invece la vita ad essere la metafora del calcio.

L’Autore, tra un Prologo che introduce il concetto di calcio come conoscenza e un Epilogo che indaga la mente calcistica, nel corso di diciassette brevi capitoli disserta su argomenti alquanto sfiziosi, e in particolare su una questione che gli sta particolarmente a cuore, ovvero sulle due regole fondamentali del calcio. Si tratta di due regole orali codificate dal campione olandese Johan Cruijff, il Controllo e l’Abbandono del pallone, così sintetizzabili: il calciatore può giocare a calcio perché non è il padrone assoluto del Gioco. E allo stesso modo, scrive Desiderio, funziona anche la vita, l’uomo può vivere la libertà perché non è il padrone assoluto della Vita. E allora il calcio è troppo importante per lasciarlo ai giocatori, ai presidenti, ai giornalisti e agli intellettuali, non a caso nel Novecento ha sconfitto i totalitarismi di Hitler e di Stalin.

football è un testo ricco di storia e di storie vere, spesso dimenticate o ignote ai più: da quella del calciatore che fermò Hitler a quella di Árpád Weisz, l’ebreo che con il Grande Bologna inventò il calcio moderno (alla cui memoria è dedicato anche il libro); da quella dell’alpino Vittorio Pozzo a quella del centravanti che negli anni Ottanta, in Campania, giocava contemporaneamente in due squadre con due nomi diversi. Per finire con alcune pagine riservate alla famigerata Var, illusione diabolica che affonda le radici nel risentimento giustizialista anti-juventino. Ne risulta un vero e proprio trattato sulla libertà, in cui il cal­cio è il modello cognitivo del Controllo & Abbandono, che sostituisce quello deleterio del “sistema di sicurezza” della storia del pensiero occidentale.

Giancristiano Desiderio (Pompei 1968) scrive per il «Corriere della Sera» e «il Giornale». La sua opera per Liberilibri comprende Le uova e la frittata. Filosofia e libertà in Benedetto Croce, Hannah Arendt, Isaiah Berlin; Il Bugiardo Metafisico; Lo spirito liberale; Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce (quattro edizioni, Premio Acqui 2014 e Premio Sele d’Oro 2015); La verità, forse; Lo scandalo Croce; L’individualismo statalista. La vera religione degli Italiani. Con La libertà della scuola ha curato gli scritti di Luigi Einaudi e Salvatore Valitutti sull’abolizione del valore legale dei titoli di studio.

Ufficio stampa Liberilibri

Maria Stefania Gelsomini

Giornalista, responsabile comunicazione e promozione

corso Cavour 33/a, 62100 MACERATA

giornale

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui