L’arteterapia come psicologia clinica e psicoterapia è stato il tema trattato da psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, artisti e letterati nel corso delle quattro sessioni tenutesi nei giorni 11-12 luglio 2020 con l’adesione del Presidente della Repubblica al CISAT (Centro Italiano Studi Arte Terapia) presso l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (Via Bernardo Cavallino 89, Napoli), diretto dal Prof. Roberto Pasanisi, illustre psicologo clinico e psicoterapeuta volto al benessere sociale, come posto in rilievo dal già Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano in un telegramma del 2006. Nelle quattro sessioni, presiedute rispettivamente da Fausto Russo, Antonietta Benagiano, Giulia Fera e Massimo Cocchi sono state dai partecipanti (alcuni collegati in video) analizzate, anche con l’ausilio di slides,  le possibilità terapeutiche dell’arte nelle situazioni di difficoltà di ogni età della vita, la validità delle sue diverse espressioni, dalla grafico-pittorica a quella del canto e della musica, dalla danza alla parola come manifestazione del sentire, della condizione psichica del soggetto.

Nella prima sessione inaugurale lo psichiatra Fausto Russo ha porto il benvenuto del CISAT a tutti i partecipanti, passando poi la parola ad Antonietta Benagiano (“Come far rinascere la speranza”) che, dopo il suo intervento iter del ‘tempo freccia’, speranza di un mondo migliore, nell’attualità compromessa da un progresso fondato sulla tecnica e ancorato agli interessi della produzione e del consumismo,  scalzante quindi la suddetta speranza, si è soffermata sull’unica strada possibile, quella di una costruzione da parte di ciascuno (inclusi i reggitori delle varie Istituzioni) del Sé che diventi Noi di salvezza. Invitata a presentare “Esistenza”, il suo nuovo poemetto, edito lo scorso giugno dall’ Istituto Italiano di Cultura di Napoli con Prefazione di Roberto Pasanisi, ha in primis molto ringraziato il Direttore del privilegio di poter annunciare nel prestigioso Istituto la sua ventitreesima opera pubblicata; ha poi precisato che, non volendo sottrarre tempo al Seminario, avrebbe offerto solo in nuce il significato della terzina di riferimento all’immagine posta in copertina e quanto presente nel Proemio, dopo la lettura di alcuni versi. E, a chiarimento della insensibilità e tracotanza dell’essere globalizzato di fronte alla bellezza della natura e dell’arte, ha letto uno stralcio dalla Prefazione di Roberto Pasanisi dove il Critico delinea il duplice scenario disegnato dalle epidemie/pandemie, “la ribellione della terra/natura… il fallimento del ‘sistema globale’, che ha elevato a suo dio la ‘tecnica’ (nell’accezione severiniana) come strumento di dominio sul mondo”, per soffermarsi nell’epilogo sul “grido straziante di aiuto (una sorta di Urschrei, di ‘urlo primordiale’ espressionista) che squarcia il ‘silenzio di Dio’ e apre la strada all’ultima speranza possibile di salvezza…”. Sono seguiti gli interventi di Letizia Maria Cardarella-Marco D’Aniello – Saveria Parentela (“Diversamente arte come terapia”); Daniele Leone (“Musicoterapia e Neuroscienze. La musica tra arte, ricerca e clinica”); Laura Piacentini (“Il museo dentro e fuori l’edificio e il nuovo ruolo dell’osservatore”, tesi finale e seduta di Diploma del Master quadriennale CISAT di Psicologia dell’arte e della letteratura); Franco Rotella e Domenico Natale (“I quattro mondi: minerale, vegetale, animale, umano. Tutto gira da tempo”); Fausto Russo (“La danza dell’Universo: identità sonora e processi di cura”); Antonio Siragusa (“Il nyama shantosa dal famoso trattato Yogasutra di Patanjali, il vivere nel momento presente e memento mori”).

In seconda sessione sono intervenuti: Giulia De Martino (“L’espressione artistica. Psicoanalisi e cervello”); Maria D’Oria (“Il canto nella pratica Cantoterapica: tecniche innovative per la Psicologia del Benessere”); Pina Esposito – Luciano Giacobbe – Isa Giordano – Giorgia Staiano (“Art Theraphy in Spinal Cord Unit”); Daniele Leone ((Musicoterapia e Neuroscienze. La musica tra arte, ricerca e clinica”); Adriano Mastrolorenzo (”Musica in ospedale psichiatrico”); Raffaele Mazzarella (Presentazione del libro “Dio vi ricompensi” Karol Wojtjla il Papa della famiglia e della vita. Storia di un uomo diventato Santo); Giusy Negro (“Adolescenza e relazioni familiari”); Roberto Pasanisi (“La psicoterapia: un nuovo modello di psicologia clinica e psicoterapia”) che, dopo aver escluso il plurale arti terapie, dato che scientificamente si deve parlare solo di arte terapia al singolare, ha percorso il primo tempo della psicoanalisi da Freud a Jung ad Adler addentrandosi poi, con dotti e puntuali riferimenti, nel successivo percorso che ha avuto in Moreno, uno dei più significativi scienziati sociali, fondatore dello psicodramma e della psicoterapia di gruppo, ma anche in altri scienziati. Il Direttore ha poi, con la collaborazione di un partecipante volontario, posto in atto “Il viaggio del respiro: un’esperienza di immaginazione guidata”, al termine della quale il partecipante ha dichiarato di avvertire un grande benessere.

La seconda sessione è terminata con Solmaz Tavakoli Khalkhali (“la poesia nella psicoterapia”), cui ha fatto seguito il rilievo dato al CISAT da Maria Peruzzini, da anni lontani valida presenza nell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. In terza sessione sono intervenuti: Titti Capuozzo (“L’arte che illumina l’inconscio: dalla forma ‘ancillare’ al nuovo modello di Psicoterapia di tipo psicodinamico”); Massimo Cocchi (“Hypothesis of an integrated correlation betwen cell membrane mobility, cytoskeleton, potassium ion channels, psychopathological dynamics and consciousness”); Giulia Fera (“Adolescenza e amore negato. Il percorso rieducativo di una minore in una struttura socio-assistenziale”, Presentazione del libro “Storie interdette”, Napoli, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2020); Francesca Ferraro (“La maschera e il volto. Uno strumento di lavoro con singoli e il gruppo”); Angelo Ghidoni (Fotografia e inconscio nello spazio urbano. Paesaggi esteriori e paesaggi interiori”); Fiorella Spiezia (“Musicoterapia e autismo: le nuove frontiere”); Stefano Stringini (“La teoria vibrazionale del corpo umano”: tesi finale e seduta di Diploma del Master annuale CISAT di Psicologia della musica e Musicoterapia); Elisabetta Surico (“Creare nella natura”).

La quarta sessione ha dato in sede gli interventi di Raffaella Brancaglion (“La sottile linea rossa tra arte e malattia”); Stefania Grimaldi (“Arteterapia e l’adolescenza), Giuseppe Simonelli (“Lo spazio della poesia: la distanza”); a seguire gli interventi telematici, A Distanza: Luigi Gallimberti – Silvia Soldatesca – Fulvio Tagliagambe (“Tra cervello e mente, tra arte e psicoterapia”); Maria Alecci (“Essere. Art Theraphy nella relazione clinica”); Rosamaria Bisignano (“Jung e la musica”); Leonardo Alberti Conti Marchetti (“ Stéphane Mallarmé e Piero della Francesca :linguaggi cosmici”); Monia Costantino (“La psicoterapia non serve ad essere normali, ma ad essere liberi”); Carmela Fello (“Il ruolo della musica nella società: dalle origini sino al lockdown”); Chiara Longhino – Laura Longhino (“Giocare con le parole e creare… un processo che trasforma”); Riccardo Maggese (“Poetica futuribile”); Eva Mandreoli (“Il teatro ai tempi della pandemia”); Mirko Sabini (“Heinz Kobut: la dimensione del Sé”);  Giovanni Teresi (“La letteratura è una forma di conoscenza più ricca e articolata di quella concettuale”); Antonella Zanzottera (“Musicoterapia come ausilio alla C.A.A.: proposta musicale come psicoterapia per la comunicazione in ambito di disabilità”). Nel corso delle sessioni sono stati presentati i libri delle Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI Edizioni) –appena usciti a luglio 2020- “Antologia Cavafy” a cura di Carlo Bay, “Fairy Tails ovvero Non sono tutte rose e fiori” di Maria Stella Maniglia e “Islande, terre desolate” di Angela Vai.

La seconda sessione è terminata con Solmaz Tavakoli Khalkhali (“la poesia nella psicoterapia”), cui ha fatto seguito il rilievo dato al CISAT da Maria Peruzzini, da anni lontani valida presenza nell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. In terza sessione sono intervenuti: Titti Capuozzo (“L’arte che illumina l’inconscio: dalla forma ‘ancillare’ al nuovo modello di Psicoterapia di tipo psicodinamico”); Massimo Cocchi (“Hypothesis of an integrated correlation betwen cell membrane mobility, cytoskeleton, potassium ion channels, psychopathological dynamics and consciousness”); Giulia Fera (“Adolescenza e amore negato. Il percorso rieducativo di una minore in una struttura socio-assistenziale”, Presentazione del libro “Storie interdette”, Napoli, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2020); Francesca Ferraro (“La maschera e il volto. Uno strumento di lavoro con singoli e il gruppo”); Angelo Ghidoni (Fotografia e inconscio nello spazio urbano. Paesaggi esteriori e paesaggi interiori”); Fiorella Spiezia (“Musicoterapia e autismo: le nuove frontiere”); Stefano Stringini (“La teoria vibrazionale del corpo umano”: tesi finale e seduta di Diploma del Master annuale CISAT di Psicologia della musica e Musicoterapia); Elisabetta Surico (“Creare nella natura”).

La quarta sessione ha dato in sede gli interventi di Raffaella Brancaglion (“La sottile linea rossa tra arte e malattia”); Stefania Grimaldi (“Arteterapia e l’adolescenza), Giuseppe Simonelli (“Lo spazio della poesia: la distanza”); a seguire gli interventi telematici, A Distanza: Luigi Gallimberti – Silvia Soldatesca – Fulvio Tagliagambe (“Tra cervello e mente, tra arte e psicoterapia”); Maria Alecci (“Essere. Art Theraphy nella relazione clinica”); Rosamaria Bisignano (“Jung e la musica”); Leonardo Alberti Conti Marchetti (“ Stéphane Mallarmé e Piero della Francesca :linguaggi cosmici”); Monia Costantino (“La psicoterapia non serve ad essere normali, ma ad essere liberi”); Carmela Fello (“Il ruolo della musica nella società: dalle origini sino al lockdown”); Chiara Longhino – Laura Longhino (“Giocare con le parole e creare… un processo che trasforma”); Riccardo Maggese (“Poetica futuribile”); Eva Mandreoli (“Il teatro ai tempi della pandemia”); Mirko Sabini (“Heinz Kobut: la dimensione del Sé”);  Giovanni Teresi (“La letteratura è una forma di conoscenza più ricca e articolata di quella concettuale”); Antonella Zanzottera (“Musicoterapia come ausilio alla C.A.A.: proposta musicale come psicoterapia per la comunicazione in ambito di disabilità”). Nel corso delle sessioni sono stati presentati i libri delle Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI Edizioni) –appena usciti a luglio 2020- “Antologia Cavafy” a cura di Carlo Bay, “Fairy Tails ovvero Non sono tutte rose e fiori” di Maria Stella Maniglia e “Islande, terre desolate” di Angela Vai.

Nelle foto: Foto n.1) Antonietta Benagiano.

Foto n.2) Il prof. Roberto Pasanisi, Giulia Fera e Antonietta Benagiano.

 Nino Bellinvia

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