Come tradizione , Sua Maestà Mohamed VI, ha pronunciato il discorso in occasione della Festa del Trono. Un evento quest’anno privo dell’elemento di gioia che normalmente caratterizza questo evento ma, che mi permette di fare alcune riflessioni. La prima, è rappresentata dalla forma, come sempre Sua Maestà, quando si rivolge ai suo compatrioti dimostra un atteggiamento pragmatico e di prospettiva. I suoi interventi non sono mai retorici, la forma è asciutta ma è indirizzata , di anno in anno ad affrontare le problematiche concrete della Nazione nel rispetto che la  Costituzione assegna al suo ruolo. Sua Maestà indica quali sono le priorità lasciando, come ogni garante della Costituzione al parlamento e alle componenti sociali il compito di realizzarle. Secondo aspetto il contenuto di quest’anno . Ovviamente non poteva mancare il riferimento alla pandemia ma, la cosa interessante è che non è stata un elencazione di cosa è successo ma delle prospettive future. Questo modo di comunicazione rileva una profonda conoscenza delle “arte del governo” oltre che una intelligenza di raro valore. Infatti, lo statista, come diceva  Alcide De Gasperi è colui che pensa “alle prossime generazioni” . Con questo termine possiamo dire che è statista colui che non guarda solo all’oggi , alle esigenze quotidiane ma alle dinamiche future per evitare, nei limiti del possibile, i danni sociali ed economici della crisi del post Covid. Di qui, il riferimento di Sua Maestà, alla esigenza di nuovi strumenti di ammortizzatori sociali , al rilancio della concertazione tra datori di lavoro e manodopera , la necessità di dotare il Regno di strumenti economici come la creazione di un fondo sovrano d’investimento in grado di essere un traino per il futuro del Regno ed essere attore nella partita non solo interna ma anche internazionale. Su questo ultimo punto sarebbe interessante che le forze sociali e politiche della Lombardia iniziassero un dialogo per capire se la nostra Regione può essere un interlocutore economico per questo fondo sovrano marocchino potendo contare su un tessuto produttivo importante e alle volte strategico.
Come dicevo, il discorso guarda al futuro, ma in questo sguardo al dopo, è compreso anche una visione per l’oggi che irrimediabilmente è connesso al futuro. In questa ottica non possono essere passati sotto voci gli investimenti per sul piano sociale volti a far fronte sia alle prime necesità sia a rendere meno pesante la situazione economica e sociale della popolazione. Con un iniezione di denaro pari al 11% del PIL , il Marocco è divenuto una delle Nazioni maggiormente audaci sul piano della creazione di un sistema economico solido a livello mondiale. Nessuno cittadino del Regno del Marocco deve , nella volontà del sovrano , restare in dietro, attenzione a coloro che hanno perso o potrebbero perdere il lavoro, attenzione alle famiglie ai lavoratori di qualsiasi settore devono essere messe in atto per evitare un disastro sociale ed economico
Un passo importante di questo discorso , che come dicevo prima, non è teso a creare ansia e preoccupazione ma a seguire, confortare e dare ottimismo al popolo marocchino è l’accostamento che Sua Maestà fa all’inizio delle due feste quella del trono e quella del sacrificio che, per una pura coincidenza quest’anno sono una dopo l’altra. In questo caso, Sua Maestà esercita non solo le prerogative regie ma anche quelle di “guida dei credenti”. Accostare queste due feste : una civile e l’altra religiosa riveste una specifica importanza . Appare a me che Sua Maestà colga in questo accostamento non solo un segno , possiamo dire non umano ma che serva ad indirizzare lo spirito del popolo. La festa del sacrifico ricorda l’episodio di Abramo che su richiesta dell’Onnipotente invita a sacrificare il proprio figlio Isacco , Abramo accetta, si sottomette alla volontà del Misericordioso ma all’ultimo momento , un angelo ferma Abramo e al posto di Isacco viene sacrificato un montone. Questa festa, ricorda un episodio che tutte e tre le religioni del Libro ricordano . E’ mio parere che non casualmente Sua Maestà abbia ricordato questo evento. Per prima cosa, per ricordare come islam, cristianesimo e ebraismo sono religioni che convivono in Marocco riaffermando quindi la peculiarità del Regno. Secondo, a mio parere, Sua Maestà ha ricordato la coincidenza delle date per un momento di insegnamento , diremmo catechetico, formativo. Sua Maestà sa bene che la festa del sacrificio è un momento di condivisione di riscoperta della solidarietà familiare e sociale. Ricordare la coincidenza delle date è servito a Sua Maestà per dettare o meglio per ribadire un concetto fondamentale : ogni cittadino è chiamato a svolgere un duplice dovere morale essere fedele alla Patria e al Re (festa del Trono) ma deve tendere ad migliorasi nella sua dimensione spirituale (festa del sacrificio) anzi , per usare l’espressione di Agostino di Ippona essere costruttore della “Città di Dio e degli uomini” essere un buon cittadino e un buon credente e che la dimensione spirituale serve a migliorare l’uomo sia come cittadino sia come credente. Quindi nel complesso un discorso di grande qualità , proiettato all’ottimismo e che dimostra le doti da grande statista di Sua Maestà Mohammed VI.

Marco Baratto
Forum Lombardia Marocco

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