La guerra tra tifosi pro ed anti De Laurentiis ha avuto spesse volte il discutibile merito di mettere in secondo piano il Napoli.

Infatti spesso e volentieri il presidente, con la sua figura, ha oscurato la squadra fin dai lontani tempi dell’acquisto dal fallimento.

Per questo motivo i simpatizzanti ed i contestatori hanno pensato bene di sbeffeggiarsi vicendevolmente non pensando alle partite e provocando  scene che non si vedevano ormai dalla stagione 97/98.

È bene chiarire che la scrinente ha a cuore solo la squadra del Napoli, a prescindere da chi sia il presidente o la formazione che di volta in volta scende in campo.

Le diatribe non sono cominciate oggi  ma gia’ nella stagione del ritorno in serie A , ed alla presentazione di due nuovi acquisti: Hamsick e Lavezzi definiti quasi come due brocchi.

I contestatori, non ebbero neanche l’onesta’ intellettuale poi di riconoscere di essersi sbagliati in quanto Hamsick e Lavezzi si dimostrarono in seguito due ottimi acquisti.

Da qui inizio’ una escalation di contrasti tra tifosi . Nonostante i risultati fossero diventati sempre abbastanza positvi, si arrivo’ alla pretesa di vincere.

Purtroppo il Napoli e’ una societa’ autofinanziata e De Laurentiis lo ha sempre ampiamente dichiarato.  Non partira’ mai favorita per la vittoria dello scudetto.

Nell’agosto del 2004 nacque il ”papponismo ” che rese inutile ogni tentativo di esprimere critiche ragionate a questa societa’ che resta un bel palazzo con una bella facciata, ma con fondamenta di burro.

Poi ci sono i pro De Laurentiis che perdonano al presidente qualsiasi uscita fuori posto, qualsiasi errore.

Questi e’ come se avessero paura che De Laurentiis si scocci e lasci la società. Allo stesso tempo pero’, fanno il male con questa convinzione anche se i soci sono tutti familiari.

Allo stesso tempo e’ surreale pensare che l’adulazione possa far tornare indietro De Laurentiis qualora decidesse di liberarsi del club.

Il presidente in nessuna parte del mondo riuscirebbe a fare gli incassi come quelli che gli regala il San Paolo quando e’ pieno, per cui … tranquilli.

Forse per raccontare le incoerenze e le stupidita’ di ognuna delle fazioni non basterebbe un giornale intero, ma quest’articolo potrebbe essere servito a far riflettere i sostenitori di ambo le parti. Questa è una guerra intestina che finisce col fare del male all’ambiente.

Ormai e’ di moda far vedere che si e’ alternativi, non conformisti quando invece si e’ precisamente l’opposto,  si sceglie una fazione perche’ va di moda ed essere pro o contro non dipende neanche più dai risultati. Si è di una fazione o dell’altra per partito preso.

E’ comodo dire che i contestatori sono camorristi, che vogliono i biglietti gratis, mentre i difensori sono collinari, parassiti, di Posillipo e vomeresi.

In entrambi casi si e’ rinunciato a pensare in proprio, recitando uno spartito scritto da altri.

C’e’ da dire ovviamente che le opinioni, condivise o no, vanno rispettate e spero che tutti siano daccordo almeno in questo.

Pertanto sarebbe lecita una domanda da porre ai tifosi e cioè se l’obiettivo è vincere le gare oppure primeggiare nella combutta.

Non esiste altra opzione e una esclude l’altra.

Non resta altro che al vero tifoso decidere cosa sia piu’ importante.

Ida Brandi

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