FREE GREEN SICILIA

 

A quanto pare i morti in miniera non sarebbero tutti uguali in particolare quando queste si trovano nel sud Italia e questo vale non solo per le Istituzioni nazionali e regionali ma purtroppo anche per la maggioranza degli organi d’informazione.

Eppure – afferma Alfio Lisi Portavoce di Free Green Sicilia –  i tanti morti e le stragi di poveri minatori nelle miniere di zolfo fra l’ottocento e il novecento della Sicilia sono rimasti inabissati nell’oblio come per cancellare le tante responsabilità dei Governi nazionali e locali e dei ricchi feudatari proprietari di tali miniere.

Giustamente ricordiamo ad ogni ricorrenza la strage nella miniera di Marcinelle in Belgio dove perirono tra l’altro 156 minatori migranti italiani ma da sempre si dimentica la più grande strage di minatori avvenuta in Italia ovvero in Sicilia nel 1916 nella miniera/lager di zolfo di Cozzodisi ad Agrigento che portò alla morte 89 minatori siciliani di ogni età, oltre a numerosi feriti. Strage che peraltro seguiva una lunga serie di incidenti mortali, quelli conosciuti, che in 50 anni avrebbe portato alla morte oltre 500 minatori, tra adulti e ragazzini. O come l’altra strage del 12 novembre 1881 nell’altra miniera/lager di Gessolungo ( Caltanissetta) dove perirono 68 minatori tra cui ben 19 ‘carusi’, ovvero bambini tra i 7 e i 13 anni ridotti a schiavi svenduti per una manciata di denaro dalle loro povere famiglie per fame ai proprietari delle miniere senza che lo Stato o le Autorità locali intervenissero.

Non ci risulta che mai tali stragi o singoli deceduti abbiano avuto giustizia né tanto meno sia stato riconosciuto un solo centesimo alle loro famiglie eppure tali disastri sarebbero da annoverare tra le stragi di Stato, di uno Stato complice e assente.

Alfio Lisi
Portavoce
Free Green Sicilia

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