Maeci

Grande soddisfazione espressa dal Sottosegretario Scalfarotto per la decisione dello United States Trade Representive (USTR) di non aggiungere alcun dazio aggiuntivo ai prodotti italiani nell’ambito della semestrale revisione delle misure adottate in attuazione della sentenza OMC sui sussidi Airbus, prevedendo incrementi solo per alcune categorie di merci provenienti da Francia e Germania.

Le autorità americane avevano infatti piena facoltà di accrescere per oltre 4 miliardi complessivi il volume di merci sottoposte a misure tariffarie, includendo potenzialmente prodotti italiani come vino, pellame, olio, pasta etc.

“Si tratta di una decisione che premia gli sforzi del Governo ed in particolare della Farnesina e della nostra Ambasciata a Washington, nel mantenere un costante canale di dialogo con le autorità americane responsabili della politica commerciale. Nel mio colloquio telefonico delle scorse settimane con i vertici USTR, che segue la mia visita a Washington a fine gennaio in occasione della precedente revisione delle tariffe, ho sempre sottolineato non solo l’importanza di riconoscere la centralità del profondo legame tra Italia e Stati Uniti, ma anche la dannosità dei dazi per l’economia di entrambe le sponde dell’Atlantico. Il libero commercio è infatti sempre stato per Europa e Stati Uniti un volano di crescita e di sviluppo e lo è ancor più in una fase di recessione post Covid in cui non solo i produttori europei, ma anche gli importatori e distributori americani avevano manifestato preoccupazione per i possibili aumenti tariffari.

Siamo infine soddisfatti per una decisione che premia gli sforzi compiuti dall’Italia per richiedere a gran voce (come ho personalmente fatto negli incontri con i miei omologhi dei 4 Paesi membri de consorzio Airbus) la revisione dei sussidi pubblici ritenuti illegittimi dall’OMC e lavoreremo intensamente nei prossimi mesi, anche a seguito delle aperture da parte del Commissario Hogan delle ultime settimane proprio su tali sussidi, per l’abolizione dei residui dazi su alcuni prodotti agroalimentari italiani, stabiliti dagli Stati Uniti nel 2019.”.

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