Mi spiace molto non essere stata stamattina a fianco dei lavoratori ex Abramo che hanno manifestato, dinanzi alla Prefettura di Crotone, tutta la loro indignazione per quanto stanno vivendo e per l’ignobile ricatto che stanno subendo. Un altro impegno, assunto da tempo e molto importante per la nostra Terra, mi ha portato a Catanzaro. Ma da lì ho seguito la loro protesta anche grazie alla collega Margherita Corrado che era presente per manifestare tutta la nostra solidarietà e rinnovare il nostro impegno, come rappresentanti del territorio crotonese, ad occuparci della vicenda.

Così la deputata pentastellata Elisabetta Barbuto che ha , inoltre, dichiarato di voler seguire questa vicenda in tutte le sedi ministeriali competenti a conoscerla per contribuire ad una soluzione che non pregiudichi le sacrosante ragioni  dei lavoratori ancora una volta posti di fronte ad una scelta drammatica da un sistema perverso che, apparentemente,  li tutela mentre li depaupera dei più elementari e fondamentali  diritti quali il diritto al lavoro ed il diritto ad una retribuzione equa e commisurata alle reali mansioni svolte dagli stessi.

Nei giorni scorsi, in attesa che le organizzazioni sindacali incontrassero i rappresentanti della società cooperativa aCapo e del Consorzio Leonardo, rispettivamente aggiudicataria ed assegnatario, della commessa del Comune di Roma, avevo già interloquito con il Ministero del Lavoro con il quale avevamo deciso di attendere l’esito del confronto. Oggi, anche alla luce dei nuovi sviluppi della vicenda e dello sconcertante aut aut rivolto ai lavoratori, rinnovo il mio impegno a collaborare, unitamente alla collega Corrado e agli altri rappresentanti istituzionali del territorio, per tutelare i nostri concittadini e, seppur consapevole della difficoltà della partita da giocare, mi sento altrettanto determinata a combattere per loro e con loro.

Una seria riflessione, infatti, andrà aperta sul bando Consip che ha consentito alla società cooperativa a Capo di aggiudicarsi la commessa in questione e sulle condizioni dello stesso che hanno consentito e consentono in questo, ma in tanti altri casi, di vanificare la tutela costituita dalle clausole sociali venendo meno ai principi che la sorreggono e cioè garantire la continuità occupazionale e mantenere il trattamento economico dei dipendenti riconoscendone l’anzianità lavorativa.

Si tratta di combattere per un principio di elementare civiltà giuridica, e ancor prima morale, il cui mancato rispetto rischia di travolgere 107 famiglie. Questo è intollerabile ed inammissibile ed in queste battaglie ci sarò sempre. Dalla parte dei lavoratori.

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