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Ripercussioni sul trasporto pubblico per i dipendenti impegnati nei seggi

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Capodanno: ” Occorre privilegiare nelle nomine studenti e disoccupati “

 

 

            “ Come se non bastassero i tanti disservizi che si registrano sia nel trasporto su ferro che in quello su gomma, a completare il quadro di un trasporto pubblico  che a Napoli continua a fare acqua da tutte le parti, nella festività di San Gennaro si sono fermate al Vomero anche le scale mobili “. A segnalare l’ennesima chiusura degli impianti di risalita è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e per il Trasporto pubblico.

 

            ” L’attuale fermo riguarda sia le scale mobili poste in via Cimarosa sia quelle situate in via Morghen – puntualizza Capodanno – La cosa grave è che, benché si tratti di un servizio pubblico non c’è neppure un avviso affisso che motivi in qualche maniera la chiusura e la durata di tale fermo, con le scuse doverose per i disagi arrecati. A subirne le conseguenze non solo i residenti, tra i quali molti anziani, costretti a salire le scale di piperno con le buste della spesa sotto il sole, ma anche i turisti che, in questi giorni, vengono al Vomero, per visitare le bellezze poste nell’area di San Martino: Castel Sant’Elmo, la Certosa e il Museo “.

 

            ” Ma non finisce qui – aggiunge Capodanno – si annunciano disservizi per le elezioni a Napoli anche nel trasporto pubblico dal momento che, secondo i dati forniti dall’azienda, sono ben 242 i dipendenti di ANM che domenica 20 e lunedì 21 settembre saranno impegnati ai seggi elettorali e non saranno quindi in servizio. Di questi, oltre il 90%, in base alle richieste pervenute, sono per il ruolo di rappresentanti di seggio “.

 

            ” E’ una storia che si ripete da anni – sottolinea Capodanno -, di fronte alla quale, a ogni elezione o consultazione, si grida allo scandalo da più parti, con la richiesta di modificare la normativa che disciplina tali aspetti dell’attuale sistema elettorale. Poi, all’indomani, tutto torna nel dimenticatoio e la questione non viene più affrontata fino alla successiva tornata elettorale quando, puntualmente, si verificano gli stessi disservizi “.

 

            “ Eppure, in attesa che il legislatore si decida finalmente a cambiare la legge,  la soluzione è a portata di mano – propone Capodanno -. Basterebbe semplicemente, nella composizione dei seggi elettorali, fermo restando il possesso dei requisiti previsti dalla norma, dare priorità, per le nomine, a disoccupati e studenti, che nel nostro Paese sono tantissimi. Sarebbe anche un modo per far guadagnare qualcosa a queste categorie, visto che, per coloro che hanno un’occupazione, l’assenza dal posto di lavoro, una volta nominati, viene considerata a tutti gli effetti attività lavorativa per tutta la durata delle operazioni di voto e di scrutinio, consentendo altresì di percepire i compensi accessori per le attività svolte nel seggio e inoltre di recuperare le giornate, non lavorative, d’impegno ai seggi ”.

 

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