Di Fabio Sortino

Foto IPP/Felice De Martino
Napoli 18/06/19 Politica
A Villa San Felice di Monteforte il convegno “Dal Sud per l’ Italia: cultura, economia, innovazione. Quale futuro?” con la presenza del Presdente del Consiglio Giuseppe Conte
Nella foto: Vincenzo De Luca
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Il voto referendario per il taglio del numero dei parlamentari ha dato l’esito previsto.  Ha vinto il sì con quasi il 70%.Quindi vi sarà il taglio lineare dei parlamentari da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Hanno vinto le ragioni del sì, cioè un sia pur minimo risparmio previsto con la riforma, la speranza di un Parlamento più snello ed efficace.  Ma si prospetta anche il bisogno di una nuova legge  elettorale  e di un’ulteriore riforma della Costituzione.  A favore del no ci sarebbe stata una maggiore rappresentanza e un non cadere nel populismo del sono tutti uguali e tanto vale tagliarne un bel po’. Così saranno ancora più uniti e affiatati nel continuare a fare quello che vogliono in quella che ormai è diventata un’oligarchia. Intanto per il referendum ha votato circa il 54%, una buona affluenza nonostante l’effetto Covid. Certo è stato un referendum sentito dagli italiani non tanto per il risicato risparmio che ne deriverebbe ,  ma per costringere i pochi ma buoni a lavorare per il bene del paese, facendo le riforme,  dando lavoro e infrastrutture. Per il resto si registra la sconfitta di Salvini che aveva pronosticato un sette a zero alle regionali e invece non ha vinto niente nemmeno il Veneto che ha visto un plebiscito di Zaia che gli compete la leadership della Lega e che in due anni ha sciupato un patrimonio elettorale.  La destra ha vinto in Veneto per merito di Zaia, in Liguria con Toti che non è certo leghista e nelle Marche dove ha vinto un candidato dei Fratelli d’Italia. Mentre la sinistra, nonostante la scarsa collaborazione del Movimento Cinquestelle che sta piano piano scomparendo malgrado la grancassa del referendum,  e nonostante la scarsa coesione dei due partiti di maggioranza,  dicevamo la sinistra vede l’ottimo risultato del PD che ha vinto nelle Puglie, in Toscana e con un plebiscito di De Luca in Campania.  Quindi contrariamente a quanto detto da Salvini e Meloni nella loro irritante, sterile e irresponsabile opposizione che è stata  una violenta campagna elettorale di fronte ad un governo che ha dovuto fronteggiare la tragedia del Covid, ha saputo farsi valere in Europa ed è stata un modello da imitare nell’emergenza sanitaria, non è finita con un SETTE a zero, tutt’altro. Molte difficoltà ci sono state ,come prevedibile dal punto di vista economico ma la crisi è mondiale. La prova del nove per il governo Conte sarà l’utilizzo del ricovery found. Certo il crollo del governo annunciato come un mantra dall’opposizione non si è visto. Possiamo anche dire che è stata la vittoria dei leaders come Zaia a destra ed Emiliano in Puglia e De Luca in Campania per la Sinistra. Per quanto riguarda i singoli partiti la Lega ha perso quota il PD si sta sempre più confermando come pure Fratelli d’Italia,  mentre crolla il Movimento Cinquestelle che si aggrappa al referendum per sopravvivere. Alle regionali netta affermazione di Toti in Liguria. La Valle d’Aosta, a maggioranza leghista vedrà un presidente  vicino a Forza Italia. Per quanto riguarda le amministrative si è verificata una prevalenza della destra, con molti ballottaggi. Interessante il dato della Puglia dove alle scorse europee la destra aveva 20 punti percentuali di vantaggio sulla sinistra mentre adesso Emiliano ha ribaltato la situazione. Da notare anche che la Lega ha dimezzato i suoi voti al sud mentre il pd è il primo partito in molte regioni. Concludendo con il referendum tra le riforme dette prime, oltre alla riforma della legge elettorale una delle più importanti sarebbe il monocameralismo. Sicuramente quest’election day rafforza il governo Conte. Tutto questo rappresenta però un’anomalia perché ancora oggi 15 regioni su 20 sono governate dal centrodestra. Per quanto riguarda i comuni a Venezia stravince il centrodestra, in Emilia Romagna i comuni vanno per la maggioranza alla sinistra, a Reggio Calabria si andrà al ballottaggio. A che in Toscana si registra una prevalenza di sindaci di sinistra.

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