Sono pesanti le accuse che arrivano dal giurista Giuseppe Di Federico che imputa al Corriere della Sera la responsabilità di avere sempre fatto gli interessi di una certa parte della Magistratura. Il noto docente e saggista, su un articolo apparso oggi su Il Riformista, ricorda due episodi personali, che sono indicativi, di come il quotidiano abbia da sempre “evitato di pestare i piedi alla corporazione dei giudici” riflettendo sul fatto che “la reticenza è un vizio antico, ben oltre il caso Palamara”.

Di Federico si dichiara inoltre stupito di come Paolo Mieli, ex-direttore di Corsera, abbia “finalmente rotto il silenzio su Magistropoli e abbia scritto un articolo sulle vicende del caso Palamara che è una frustata in faccia alla magistratura e al suo sistema di potere”.

E intanto, sempre sul sistema giustizia, buona parte dell’opinione pubblica continua a chiedersi: “ma che Paese è questo?”. Ai posteri l’ardua sentenza.

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