Mercoledì 30 settembre con inizio alle ore 10.30 nell’Auditorium Verdi di Veronafiere

 
L’architetto e urbanista Stefano Boeri terrà una lectio magistralis sul tema “Natura e architettura: nuove visioni per lo spazio urbano” a cui seguirà l’intervento del sottosegretario di Stato al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano.

Verona, 26 settembre 2020 – Un’iniziativa in presenza per lanciare il primo evento 100% online organizzato da Veronafiere. È quella che la Spa di Viale del Lavoro promuove attraverso Veronafiere ReStart, mercoledì 30 settembre (inizio ore 10.30), nell’Auditorium Verdi (PalaExpo) con l’architetto e urbanista Stefano Boeri che terrà una lectio magistralis sul tema “Natura e architettura: nuove visioni per lo spazio urbano”. Seguirà l’intervento del sottosegretario di Stato al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano.

Ad accogliere autorità, imprenditori e professionisti, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, per l’evento di apertura di Marmomac Digital ReStart, la tre giorni virtuale di incontri b2b, networking e formazione per i professionisti della pietra naturale, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre prossimi. Business e contenuti per il 2020 si trasferiscono quindi sulla rete, grazie ad una nuova piattaforma che mette in contatto aziende e buyer da tutto il mondo.

Ma la Fiera di Verona non rinuncia a un momento di incontro e riflessione in presenza, a sottolineare l’importanza delle relazioni e del confronto tra le persone e di cui la lectio magistralis dell’architetto Boeri diventa l’occasione per uno sguardo sul futuro di un mondo che sta cambiando e deve riscrivere le regole della convivenza sul pianeta.

“Una delle principali sfide da affrontare nei prossimi anni sarà quella di immaginare una nuova alleanza tra natura e città – anticipa l’architetto e urbanista Stefano Boeri – . Moltiplicare il numero degli alberi e delle altre piante, sostituire con superfici verdi migliaia di ettari di asfalto e di lamiera, portare la natura vivente non solo nelle corti e lungo i viali ma anche sulle facciate e sui tetti delle case, delle scuole, dei musei, dei centri commerciali non sono più solamente gesti di sana ecologia. Sono scelte necessarie se vogliamo che le nostre città, da principali responsabili dei fenomeni legati al cambiamento climatico, diventino le protagoniste di un radicale cambiamento”.

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