Il 22 settembre si celebra il quarantesimo anniversario dell’inizio della guerra Iran-Iraq, ma il regime iraniano non ha abbandonato le sue politiche colonialiste e , per fare fronte a ciò, saccheggia le risorse nazionali. Con la rivoluzione del 1979 i mullah, a causa della loro interpretazione reazionaria dell’Islam, hanno fatto precipitare l’intera nazione in un nuovo oscurantismo medievale, invece di sfruttare il grande potenziale sociale, economico, culturale e politico, che la rivoluzione aveva sprigionato. Questo potenziale, anche dopo anni di dura repressione interna ed esportazione del terrorismo all’estero, è sempre tenuto vivo dagli iraniani e presto potrebbero servirsene per rovesciare definitivamente la tirannia.
Nel 1980, il fondatore del regime, Ruhollah Khomeini, ha iniziato ad interferire in Iraq, esportando i un consistente numero del suoi clero reazionario. Tale interferenza è stata la causa scatenante della dichiarazione di guerra dell’Iraq contro l’Iran.
L’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano ( PMOI/ MEK) inizialmente si è schierata in difesa del popolo iraniano contro l’aggressione irachena e molti suoi sostenitori sono stati uccisi o imprigionati durante la guerra. Nel 1982 gli iracheni avevano abbandonato l’Iran e il 17 giugno avevano proposto una tregua, che Khomeini rifiutò. Per Khomeini la guerra fu ” una benedizione divina”, in quanto demagogicamente la sfruttò per assimilare tutta l’opposizione al suo regime come una quinta colonna irachena. La demagogia del regime, però non ha intimidito la Resistenza, che ha fin da subito iniziato uno sforzo serio per chiedere la fine della guerra.
Khomeini ha prolungato questa guerra per otto lunghi anni, uccidendo un milione di iraniani e rendendone invalidi altri due.
Il 5 gennaio 1989 il ministero dell’istruzione del regime ha dichiarato che durante la guerra aveva inviato 440.000 studenti in prima linea sui campi minati.
Quando il regime è stato costretto ad accettare il cessate il fuoco, a  causa della campagna Internazionale per la pace portata avanti dalla Resistenza Iraniana e dal fatto che la società iraniana era ormai al collasso e poteva insorgere contro i mullah , Khomeini ha ordinato il brutale massacro di oltre 30.000 prigionieri politici, perlopiù membri del MEK per provare a stabilizzare il suo regime.
L’EREDITÀ DI KHOMEINI
Come si è detto in precedenza, l’esportazione delle crisi all’estero è stato un pilastro dell’esistenza del regime dei mullah. I funzionari del regime in molte occasioni hanno descritto Iraq, Siria e Libano, in particolare l’Iraq con la sua schiacciante maggioranza sciita, come la” profondità strategica”. Per preservare questa cosiddetta ” profondità strategica”, il regime ha istituito la forza Quds( IRGC).
Prima del Quds le attività terroristiche erano portate avanti da altri gruppi.
DUE ESEMPI Una di queste organizzazioni è la 9a Brigata di Base dell’IRGC, fondata durante la guerra Iran-Iraq e costituita da alcuni prigionieri iracheni e da quelli espulsi dall’Iran. Due terroristi iracheni attivi in questa formazione a quei tempi erano Abu Mahdi Mohandes, che successivamente diventerà vice capo della Popular Mobilization Force ( PMF) dell’Iraq(Al Hashd- al Sha’bi), che figurava nell’elenco dei terroristi insieme al futuro comandante della forza QGC Qassemole. Entrambi sono stati uccisi in un combattimento aereo il 3 gennaio 2020. Un altro terrorista è stato il brigadiere dell’IRGC, il Generale Hadi Ameri, che è stato poi ministro e membro del Parlamento nei governi fantocci del regime in Iraq.
Negli anni ’80 è stata effettuata una parte più critica delle operazioni terroristiche dell’IRGC in Libano. Le forze, in seguito denominate ” Corpo Libanese”, guidate dal generale di brigata dell’IRGC Hussein Dehghan ( Ministro della difesa nel primo governo di Hassan Rouhani), hanno portato alla formazione di Hezbollah in Libano.
LA FORZA QUDS
> Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ( NCRI) in una dettagliata relazione pubblicata il primo luglio 2020 ha spiegato la nascita della forza Quds.

 ” La forza Quds opera ufficialmente al di fuori dell’ Iran, anche se in tempi di crisi, come le rivolte popolari del novembre 2019, è chiamata a soffocare nel sangue le proteste del popolo iraniano. Con lo scoppio della guerra civile siriana nel 2011, a cui prende parte la forza Quds sotto il comando di Qassem Soleimani a sostegno della dittatura di Bashar al- Assad, il nome della forza Quds e di Soleimani è stato più che mai menzionato dai media internazionali” si legge nella relazione dell’NCRI.
” La forza Quds svolge un ruolo molto speciale nell’IRGC ed è incaricata di orchestrare le ingerenze del regime nei paesi della regione mediorientale, dall’Iraq alla Siria e allo Yemen e fino al continente africano”, la relazione aggiunge.
Grandi istituzioni finanziarie in Iran, come Astan- e Quds Razavi, direttamente sorvegliate dal leader supremo Alì Khamenei, stanno finanziando le operazioni terroristiche delle forze Quds e dell’IRGC.
In un’altra relazione esclusiva pubblicata l’8 novembre 2019, il NCRI scrive:” Astan-e Quds Razavi ha svolto un ruolo attivo nel fornire sostegno finanziario, materiale e logistico ai gruppi fondamentalisti e terroristici negli ultimi anni. In particolare i capi dell’AQR intrattengono ampie relazioni con i principali funzionari.
Vale la pena ricordare che queste attività si sono estese negli ultimi anni. Ad esempio Ebrahim Raisi custode di Astan-e Quds ( ora capo del regime giudiziario), si è recato personalmente in Libano alla fine di gennaio 2018 ed ha incontrato i leaders di Hezbollah, compreso il segretario generale Hassan Nasrallah, per poi visitare le postazioni militare nel sud del Libano.( Il ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Raisi nell’elenco delle sanzioni il 5 novembre 2019)”.
ALCUNI ESEMPI DELLE POLITICHE DI GUERRA IN ATTO DEL REGIME
Il regime iraniano non ha mai fermato la sua ingerenza nei paesi vicini ed ha esportato il terrorismo in tutto il mondo.
Ad esempio, il regime iraniano ha sostenuto Bashar- al Assad in Siria sin dall’inizio delle proteste del 2011. A questo proposito, in un’intervista rilasciata all’agenzia d’informazione statale Etemad Online pubblicata il 20 maggio, Heshmatollah Falahatpisheh, ex deputato di Kermanshah e membro della commissione per la sicurezza nazionale del Majlis ( Parlamento), ha detto:” Quando sono andato in Siria, alcuni si sono lamentati per il fatto che il denaro del nostro popolo è stato speso lì”.
Durante una conferenza stampa del 30 settembre, l’ufficio di rappresentanza dell’NRI ha rivelato i dettagli dell’attacco del regime iraniano alla raffineria petrolifera saudita.
Secondo questa relazione, la forza aerea dell’IRGC ha condotto l’attacco con missile e drone il 14 settembre 2019. Ancora una volta, sulla base delle informazioni ottenute dalla rete del MEK all’interno dell’Iran, i missili da crociera lanciati sulla raffineria di Aramco sul suolo saudita, sono partiti dall’unità missilistica navale dell’IRGC.
” La posizione del centro missilistico si trova proprio dietro la caserma dell’IRGC,conosciuta come Ismail Daghayeghi Garrison. L’indirizzo della guarnigione è a pochi minuti da Aghajari Road a Behbahan, a sud di Omdiiyeh ( nella provincia di Khuzestan, nell’ Iran sud- occidentale).
Questa guarnigione appartiene al terzo reggimento della marina dell’IRGC. Il Daghayeghi Garrison si trova a pochi minuti dalla base di Omidiyeh, l’ex 5a base aerea di Omidiyeh, il luogo dell’operazione di attacco alla raffineria di Aramco”, scrive il rapporto.
Per questo motivo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una relazione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha confermato che i missili usati per attaccare l’ Arabia Saudita lo scorso anno erano” di origine Iraniana”.
Nel luglio 2020 l’IRGC ha testato nuovi missili balistici nel secondo giorno della fase finale delle loro esercitazioni navali nel sud dell’Iran.
Un esempio del terrorismo globale del regime è il mancato attentato contro la riunione di ” Iran libero” dell’NRI nel giugno 2018 a Parigi.
Il ” terrorista diplomatico” del regime, Asadollah Assadi, era a capo del complotto terroristico contro l’incontro dell’NRI. Assadi e i suoi tre complici sono sotto processo in Belgio con l’accusa di terrorismo.

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