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L’altra sera, su Rete Veneta, intervistato da Luigi Bacialli, ex direttore del Gazzettino, il governatore del Veneto, Luca Zaia, non ha avuto certo parole entusiasmanti (per usare un eufemismo) nei confronti dei tanti virologi, epidemiologi, infettivologi che, dall’inizio dell’anno a questa parte, col pretesto del virus in atto, si sono espressi pubblicamente attraverso i vari mass-media.  Dico subito, al di là dell’appartenenza politica di Zaia nella quale non mi sono mai riconosciuto (e penso malignamente neanche lui, almeno nella misura del 50%, ma questa è solo una mia impressione) che, man mano che egli rispondeva all’intervista di Bacialli, mi riconoscevo invece totalmente in lui, soprattutto quando egli si riferiva all’attuale staff sanitario, a livelli alti, che non ha fatto altro che deviare e mettere in serio dubbio la già incerta e precaria situazione pandemica.  Non solo, il mio governatore ha anche aggiunto che, a questo riguardo, non appena possibile, scriverà un libro a …futura memoria.

Quando diceva queste cose personalmente pensavo ad almeno una trentina di miei articoli dati alla stampa in questi ultimi tempi, in particolare a “Politicamentecorretto”, pensando che, mettendoli tutti insieme, ne uscirebbe un volume di almeno …400 pagine. Cosa questa che, se mi verrà la voglia come Luca Zaia, mi propongo di fare, stante il fatto che il contenuto di detti miei articoli, non solo collima con il pensiero di Zaia, ma a tutt’oggi – salvo scoperte dell’ultima ora – non può minimamente essere  ancora smentito.

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In sintesi, come ho sempre detto e scritto, l’attuale virus ha ben altre origini rispetto a ciò che si continua a dire (esso è nato in un contesto del tutto nuovo riconducibile all’aspetto negativo del progresso e quindi non va fronteggiato il virus in se stesso, ma certi aspetti del progresso che stanno modificando l’umana fisiologia incapace di assorbirlo e annientarlo anche attraverso le difese immunitarie) e, quand’anche si dovesse scoprire un antidoto ad esso, avremo creato un ennesimo veleno provvisorio da sistemare in un equilibrio di veleni già esistenti…  e questo fa parte dell’attuale progresso. Discorso difficile e soprattutto complicato per chi, come me, non sa esprimersi in termini scientifici.

Ed allora ?

Resta validissimo il discorso del proteggersi con le mascherine (ma proteggersi davvero !!!) in attesa “speranzosa”  che la pandemia perda “motu proprio”  la sua infernale virulenza. Il guaio è che non tutti usano delle precauzioni per cui il virus si  sta espandendo velocemente…e non si sa quale sarà il suo potenziale indice di espansione. Tanto per fare un esempio di totale indisciplina sanitaria, e quindi per farmi capire meglio posto che ce ne fosse davvero bisogno, dieci minuti fa, esattamente alle 8.30, orario piuttosto indelicato per far visita ad una famiglia (e ciò succedeva, proprio mentre stavo scrivendo queste cose) un tale  mi suona il campanello bussando fortemente anche sulla vetrata di casa. Penso trattarsi di cosa urgente, ed invece no, solo mancanza di sensibilità e di sindacabile educazione da parte di un signore, persona invero distinta nei modi e per la lussuosetta macchina appresso, che si presenta come incaricato della “Bassetti” per vendermi un…copriletto. Ma non è questo aspetto fastidioso che voglio sottolineare, anche se oggetto di…rottura delle scatole in ora poco adatta, ma la scorrettezza  sanitaria di quest’uomo, il quale, una volta che gli ho aperto la porta di casa, mi vuol dare la mano (cosa che ovviamente io mi rifiuto di accettare mostrando forzatamente il…gomito),  e mi parla per alcuni minuti senza mascherina tanto da spazientirmi al punto da cacciarlo…con le buone maniere !

Detto questo, Zaia ha ragioni da vendere quando dice che la mascherina non deve essere confusa per una sciarpetta  ed io non posso che associarmi in toto alle sue ragioni, stigmatizzando il comportamento di coloro che si comportano come il venditore che ho testé educatamente cacciato.. tanto da costringermi a mandare copia della presente sia a Zaia che alla Bassetti !

Arnaldo De Porti

(Belluno-Feltre)

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