In risposta alla quantità di false notizie riportate dalla stampa internazionale ed italiana negli ultimi giorni da parte della propaganda armena intenzionalmente, per condurre in errore la comunità internazionale, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian precisa i seguenti temi.

Riportiamo le dichiarazioni effettuate il 29 settembre dal Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev durante la sua intervista al programma “60 minuti” del canale russo Russia-1, in relazione agli scontri in corso a seguito della provocazione militare dell’Armenia contro l’Azerbaigian. Come risultato di tale aggressione, ad oggi si contano 11 civili azerbaigiani uccisi, tra cui due bambini.

RUOLO DELLA TURCHIA

La Turchia ha un ruolo stabilizzante nella regione e rappresenta un amico fraterno e un alleato per l’Azerbaigian, a cui ha manifestato immediatamente il suo appoggio. Quello della Turchia è un sostegno morale, e nient’altro. La Turchia non partecipa con nessun altro ruolo al conflitto, e le notizie diffuse dalla parte armena di una partecipazione della Turchia come parte del conflitto sono provocatorie. L’esercito azerbaigiano è sufficientemente preparato per garantire la protezione del suo popolo e del suo territorio.

ABBATTIMENTO AEREO ARMENO DA PARTE DELL’AERONAUTICA MILITARE TURCA

Gli F-16 dell’Aeronautica Militare turca non partecipano in alcun modo alle ostilità. Grazie alle osservazioni satellitari è molto facile verificare come questa informazione sia un’ennesima provocazione della parte armena. Il motivo di queste false notizie è dare l’impressione che il conflitto stia crescendo e che stiano prendendone parte paesi terzi, per cercare di attrarre più paesi possibili. La Turchia non è parte del conflitto, non vi partecipa in alcun modo e non ce n’è bisogno.

NEGOZIATI

L’Azerbaigian ha avuto sempre un ruolo costruttivo nei negoziati, mentre l’Armenia, nella persona del suo Primo Ministro Nikol Pashinyan, ha violato deliberatamente il processo negoziale affermando che “Il Karabakh è Armenia. Punto”, e cercando di modificare il formato dei negoziati, inserendo come parte il regime fantoccio illegale del Nagorno Karabakh. Le uniche due parti del conflitto sono Armenia ed Azerbaigian. L’Armenia vuole mantenere lo status quo, ma gli stessi co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE hanno dichiarato che lo status quo è inaccettabile, quando l’essenza dei principi sviluppati dal Gruppo di Minsk è che i territori sotto occupazione devono essere trasferiti all’Azerbaigian.

PRIMA DEL 27 SETTEMBRE

L’Armenia si stava preparando a questa guerra, come provato dagli attacchi di luglio, dall’infiltrazione, ad agosto, di un gruppo di sabotaggio nel territorio dell’Azerbaigian, dal reinsediamento di armeni dal Libano nei territori occupati dell’Azerbaigian e nella città di Shusha – antica perla della cultura azerbaigiana, dove è stato anche inaugurato il leader del regime criminale del Nagorno Karabakh.

Inoltre l’Armenia, sempre nella persona del suo Primo Ministro, aveva necessità di distogliere l’attenzione del popolo dalla grave crisi socio-economica del paese e dall’inadempimento delle promesse.

COMBATTENTI SIRIANI

Non ci sono combattenti dalla Siria in questo momento sul fronte. Si tratta di un’altra falsità armena non confermata da prove. L’Azerbaigian ha un esercito addestrato e una riserva di mobilitazione molto ampia. L’Azerbaigian con i suoi 10 milioni di abitanti, a fronte dei 2 milioni dell’Armenia, non ha bisogno di risorse umane.

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1 commento

  1. Dovete capire una cosa, quello che fate voi , disinformando popolo italiano , significa che voi avete i dubbia sulla intelligenza italiana. Vergognatevi. VINCEREMO!!!

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