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Giuseppe Conte chiede la “rigenerazione socio-economica”,  mentre Papa Francesco firma la nuova enciclica “Fratelli tutti”, presupposti che, integrandosi a vicenda in un  denominatore comune di affinità, hanno bisogno di urgente di produrre effetti, pena una disintegrazione socio-politica, ma anche clericale.

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Come detto e scritto più volte, il mondo è al capolinea e deve ripartire da una posizione nuova se non vorrà soccombere alla legge del più forte, realtà che poi, in rapida successione, farà soccombere anche quest’ultimo in quanto non saranno più le ricchezze a farci vivere, ma l’approccio con nuove esigenze sociali, buone e cattive, in continuo divenire  che costituiranno conditio sine qua non per poter addentrarci in  questa nuova era, di cui, ora come ora, non si conosce nulla o poco (Covid-19 è una di queste in negativo).

Ergo, come ha detto bene Conte, se la società non saprà rivedere il suo attuale andazzo fatto di ingiustizie varie, soprusi, populismo, sopraffazioni,  mala-politica ecc.ecc., aspetti tutti che si possono risolvere solo con una  maggiore cultura civica e forte rispetto reciproco, si corre il rischio di precipitare, tra l’altro, proprio in un momento in cui, una disgrazia come  la pandemia che forse (?)  sta facendo ragionare i potenti della terra, sono state destinate tante di quelle risorse che, se usate con il cervello, potrebbero dare un  avvio positivo alla nuova era che si sta aprendo.

La cultura, come detto dianzi, è un fattore essenziale per aprirsi al concetto insito nella nuova enciclica di Papa Francesco che, guarda caso,  si colloca quasi contestualmente nel periodo Covid-19, circostanza che potrebbe far pensare che la data sia stata scelta proprio per invitare tutti, in primis i potenti della terra,  per far capire una volta per tutte che, come ha detto in una precedente enciclica, mi pare  anche Papa Giovanni XXIII, che se uno è diventato ricco lo deve ad un altro  “tu sei così perché c’è stato l’altro”…

Temo però, dicendolo in sintesi,  che la predetta dicotomia, rigenerazione di Conte e fratellanza del Papa,  incontri grosse difficoltà nel produrre gli effetti  sperati in quanto l’uomo faticherà a scrollarsi di dosso quella forma-mentis secolarizzata per la quale ancor oggi non vuol capire che la vita è altra cosa.  E ciò, almeno fino a quando non metabolizzerà i suddetti concetti.

Arnaldo De Porti

(Belluno-Feltre)

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