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L’accantonamento di 35 milioni di euro per il restauro di villa Silvestri-Rivaldi nella prospettiva di farne (anche) la sede della scuola di alta formazione del MiBACT, autorizza a temere che una siffatta “restituzione alla città” del pregevole complesso edilizio, vincolato, costruito a partire dal 1542 alle falde dell’Esquilino, non lontano dal Colosseo, annulli le legittime aspirazioni dei cittadini alla salvaguardia della proprietà pubblica del bene, finalizzata ad assicurarne la piena fruizione secondo il progetto di riassetto dell’area centrale di Roma già delineato negli anni, che lo voleva sede del grande Museo dei Fori. Mi sono fatta portavoce delle preoccupazioni conseguenti presentando una interrogazione al ministro Franceschini che il Senato ha pubblicato oggi. L’insediamento nel Palazzo di “cantieri-scuola” di didattica e pratica del restauro, avviata nel 2018 grazie alla consegna temporanea dell’intero compendio al Ministero, a titolo gratuito, in forza di un accordo con la proprietà (IPAB) e l’Agenzia del Demanio, rafforzata quest’anno con il progetto milionario “Ad Templum Pacis”, non aveva messo in discussione la destinazione museale. L’idea di rendere il Palazzo solo in parte visitabile e destinarlo alla narrazione di quanto lo circonda (giocata anche su strumenti multimediali), negandolo alla più impegnativa ma assai più prestigiosa esposizione congiunta delle collezioni e delle opere d’arte che provengono dall’area dei Fori, comprese le grandi lastre marmoree della Forma Urbis severiana riemersa negli scavi del primo Novecento, non tiene invece in alcun conto la programmazione anteriore, mirata a realizzare la più grande opera di valorizzazione che l’Italia abbia conosciuto, data l’importanza culturale della Villa e la rilevanza internazionale del progetto del Museo dei Fori, paragonabile solo allo straordinario Museo dell’Acropoli, ad Atene. Una destinazione anche parziale a sede della “Scuola del Patrimonio”, benché si tratti di un Istituto pubblico, sarebbe dunque logicamente, strategicamente e materialmente non compatibile con la finalità espositiva suddetta.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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