L’europarlamentare, ex Commissione AGRI, esprime le sue perplessità nei confronti della nuova Politica Agricola Comune: “la riforma è un nulla di fatto, il settore agricolo necessita una conversione che metta al centro qualità, sostenibilità economica e ambientale”

Comunicato stampa. “Questa settimana abbiamo votato al Parlamento europeo la PAC – Politica Agricola Comune. La riforma così definita non mi piace – afferma Marco Zullo, eurodeputato M5S – propone dei timidi cambiamenti e contiene qualche elemento positivo, certamente ne avrei voluta una più ambiziosa, ma bocciarla, con questo contesto politico e con i ritardi accumulati, avrebbe potuto significare averne una anche peggiore.

Lo scorso mandato ho lavorato molto in Commissione Agricoltura e l’ultimo tema su cui ci siamo concentrati è stata la definizione di quella che doveva essere la PAC per il settennato 2021-2027. La proposta di riforma della PAC per essere discussa in Parlamento Europeo in Commissione Agricoltura deve prima essere elaborata e presentata dalla Commissione Europea. Ciò è avvenuto con estremo ritardo, verso fine mandato. Con queste tempistiche era evidente che entro le successive elezioni europee non avremmo avuto il tempo materiale per elaborare delle proposte approfondite. Siamo dunque partiti col piede sbagliato. Personalmente – continua Zullo – avrei invece voluto investire il tempo a disposizione per fissare nero su bianco i principi cardine in termini di sostenibilità economica della filiera, attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, flessibilità di applicazione delle regole e controlli, per citarne alcuni. Insomma, per una PAC capace di essere al passo coi tempi, capace di dare strumenti per affrontare il mercato globale e per sostenere le imprese (piccole e grandi) e l’ambiente. Invece no, si è preferito correre per cercare di approvare i testi normativi e poter dire che i politici lavorano e producono qualcosa.

Come in tanti sapevano il tutto si è concluso in un nulla di fatto, e la discussione sulla PAC 2021-2027 è stata rimandata alla legislatura successiva, Il contesto di oggi ci dice che la PAC attualmente vigente (con tutti i suoi limiti) è stata derogata per i prossimi 2 anni e la successiva, quella ora in discussione, partirà nel 2023 e durerà solo 5 anni. È evidente che il settore agricolo europeo fatichi a stare al passo, e altri shock economici vanno evitati per scongiurare un effetto cascata che peggiori la situazione. Serve avviare quanto più velocemente possibile una conversione che metta al centro qualitá, sostenibilità economica e ambientale.

C’è ancora molto da fare, ora bisogna lavorare affinché il confronto con il Consiglio europeo non giochi al ribasso e poi bisognerà arrivare preparati alla revisione della PAC di metà mandato, così da alzare l’asticella della qualità e sostenibilità della politica agricola europea”, conclude l’eurodeputato.

giornale

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui