Egregio direttore,

Ancora una volta siamo costretti a intervenire per smentire la raffica di bugie che l’ambasciata azera propina senza ritegno.

La politica di comunicazione dell’Azerbaigian è sempre la stessa: rinfacciare agli armeni le responsabilità per azioni commesse dal regime di Aliyev.

E così anche da ultimo con l’ennesimo comunicato farsa dell’ambasciata a Roma.

Dobbiamo dunque precisare:

  • La guerra è stata innescata dall’Azerbaigian contro il Nagorno Karabakh (Artsakh): considerato che gli azeri si vantano (a ragione) di avere armi e uomini in misura abbondantemente superiore al nemico non si capisce per quale motivo gli armeni avrebbero dovuto lanciarsi in una missione suicida sfidando il potente avversario. Inoltre, l’attacco contestuale su tutta la linea di contatto prefigura una attenta preparazione come tutti gli analisti internazionali hanno riconosciuto
  • Bombardamenti indiscriminati contro i pacifici insediamenti: sin dalle prime ore dell’attacco gli azeri hanno deliberatamente colpito villaggi e città dell’Artsakh al solo scopo di terrorizzare la popolazione (che al 70% è stata costretta a lasciare il Paese). Colpiti case ed edifici civili privi di qualsiasi interesse strategico o militare. Lo stesso Aliyev si è lasciato scappare in una intervista che fino al 9 ottobre (ma i bombardamenti sono continuati sempre) le forze armate azere hanno colpito gli insediamenti civili!
  • Utilizzo di bombe a grappolo: documentate le violazioni delle convenzioni internazionali da parte di HRW (Human Right Watch) e da Amnesty International con denuncia della responsabilità azera
  • Violazione della tregua: per tre volte è stata concordata una tregua umanitaria e per tre volte l’Azerbaigian l’ha violata dopo pochi minuti. Attesa la situazione sul campo non si capisce quale motivo possano avere gli armeni di continuare a combattere

In Azerbaigian non possono lavorare giornalisti stranieri ma solo turchi e azeri: questo la dice lunga sulla qualità e veridicità delle informazioni diffuse.

Per la cronaca, nella giornata odierna (28 ottobre), gli azeri hanno colpito l’ospedale per la maternità a Stepanakert e un presidio sanitario a Shushi. Nelle scorse settimane colpiti anche ospedali nel nord est e a Martakert.

Colpita anche la cattedrale di Shushi e segnalati episodi di vandalismo contro monumenti cristiani in alcuni villaggi occupati dall’esercito di Baku.

Gli armeni sono attaccati purtroppo da criminali di guerra che non rispettano le regole basilari imposte dalle convenzioni internazionali.

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

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