“Se la gente è costretta ad andare a lavorare in presenza, non può evitare di salire su un treno, su un autobus o sulla metropolitana. Da qui a una settimana avremo un ulteriore aumento di contagi, ricoveri, terapie intensive e decessi. Quando ho detto che il sesso anche tra coppie conviventi è sconsigliabile, ho dato un consiglio. Confermo però che il rischio esiste e che sarebbe meglio astenersi il più possibile. D’altronde se sono pericolose le strette di mano, a maggior ragione lo sono, come è ovvio, i contatti intimi. Il virus è mutato solo in quattro o cinque sfumature, ma è aggressivo, esattamente come lo era a marzo.

Il vaccino è la soluzione più efficace, ma ci vorrà almeno un anno. Entro Natale dovrebbero essere disponibili al massimo un milione di dosi. E noi siamo sessanta milioni. E non è affatto detto che basti una dose sola e non ne servi, dopo sei mesi, una seconda di richiamo. Considerando tutto questo, è ragionevole pensare che per una copertura capillarmente efficace si debba aspettare la fine del 2021. Si comincerà, un milione di dosi sono meno del due più del fabbisogno, con le persone più esposte, a partire dal medici, dagli infermieri e dalla parte più anziana della popolazione, fino a arrivare a un milione. Poi, si penserà agli altri 59 milioni. Ci vorrà tutto il 2021 per una cura efficace”.

 Sono le dichiarazioni di Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, intervistato da Spray News.

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