Quando affronto da giornalista queste tematiche, mi premuro subito di anticipare che non sono medico ma, quand’anche io lo fossi davvero, molto probabilmente ragionerei in maniera diversa, ossia non unidirezionale come stanno facendo coloro che, sotto il…cielo della medicina ufficiale, alias ISS o OMS, guardano in questo momento (ma anche prima) solo al virus specifico che sta paralizzando il mondo.

Non sempre infatti, almeno a mio avviso,  è necessario avere un pezzo di pergamena alle spalle della scrivania con la scritta rilasciata da un’Università attestante la laurea per poter esprimere le cose giuste, atteso che il titolo di dottore ha un valore legale rispetto ad un soggetto che, magari, ne sa più del laureato perché si è fatto da solo, o anche perché, una sua lunga esperienza di vita a 360 gradi, potrebbe costituire titolo, seppur non legalizzato, per dire qualcosa più di chi ha detto titolo: al mondo, di questi soggetti ce ne sono  infatti molti che osservano tanti settori professionali nei diversi contesti sociali, ivi inclusa la medicina e che, anche se dicono le cose giuste, vanno subito allontanati, se vuoi anche giustamente, ma solo dal punto di vista delle responsabilità  legali ed ovviamente sanitarie,  e ciò per mancanza di titolo.

Preambolo questo per dire una cosa che ho sempre detto e continuo a dire: il virus lo produciamo noi quotidianamente e continueremo a produrlo fintantoché non si cerca altrove il sistema per evitarlo. Spesso mi azzardo infatti a dire che il virus andrebbe cercato anche altrove.

Come ?

Premesso che il mondo non è più quello di ieri e che esso oggi ha chiuso irrimediabilmente le porte ad un sistema che la natura non è più in grado di supportare a seguito delle troppe concentrazioni, anche sanitarie, è  inevitabile, tanto per fare un banale esempio, che non sia più possibile richiedere ad un recipiente pieno di raccogliere altro materiale. Per cui, ove si continui ulteriormente a questo modo, sarà inevitabile che al Covid se ne aggiungano altri in futuro tanto da dover smettere di guardare a quest’ultimo per studiare la genesi del  nuovo arrivato…  Così  purtroppo oggi funziona il mondo sanitario: esso guarda in un’unica direzione senza riflettere sulle cose che generano davvero le infezioni, in quanto si tratta di problemi di altri… e così si inciampa in un filo di lana, come diceva Indro Montanelli…

Abbiamo sì o no osservato che l’infezione virale si scatena e si sviluppa in maniera esponenziale dove esistono concentrazioni industriali, demografiche, soprattutto   in città asfittiche dal punto di vista dell’aria,  nelle concentrazioni ospedaliere, mentre nelle realtà più piccole ciò non avviene se non per contagio successivo dovuto agli spostamenti della gente ? Abbiamo preso atto sì o no che l’inquinamento da parte delle navi e degli aerei, ancor più della circolazione delle macchine dell’intero pianeta, stanno avvelenandoci senza che ce ne accorgiamo a causa di  una assuefazione graduale e continua, tanto da provocare delle reazioni che, la scienza medica rincorre nell’illusione di poter parare il nuovo  colpo, spesso senza esito come l’attuale?

Abbiamo mai pensato, per esempio,  che le  grandi città vivono praticamente sopra impianti fognari, tubature obsolete che non possono garantire sicurezza, ragnatele di fili elettrici-elettronici rosicchiati dalle bestie,  che nel loro sottosuolo insistono abnormi concentrazioni, di ratti, pantegane, bestie senza nome e che si continua a sfruttare sino al centimetro quadrato per cementare in realtà che non danno più spazio nemmeno all’aria che dobbiamo respirare, favorendo patologie che sfociano in vere e proprie pandemie ? Si provi  pensare a quei poveri Cristi costretti a controllare un sottosuolo del genere se possano davvero fare il loro lavoro con attenzione…e non optino per uscirne al più presto con conseguenze imponderabili per tutti. Queste cose non le vede chi è seduto su scranni dorati, pagato saporitamente rispetto a chi guadagna 1000 euro vivendo  per lavoro negli impianti fognari del sottosuolo… Lo sanno questi signori che un escremento liquido di un semplice topo, difficilmente evitabile in detti posti,  può provocare la leptospirosi e spesso la morte conseguente ?

Che fare ? Quale rimedio ?

E’ necessario rivedere il futuro in un’altra ottica da subito.

Finiamola di concentrarci nell’interesse del business. Dilatiamo l’insediamento urbanistico-demografico allo scopo di far respirare la gente in contesti salubri, dato che le superfici non mancano, finiamola di costruire grattacieli allo scopo di ovviare alla mancanza di aree edificabili di superficie posto che non lo si faccia anche per “grandeur” come fanno tanti paese arabi, ma anche nel nostro mondo occidentale, e soprattutto si incominci a pensare nell’interesse dell’uomo, ai suoi bioritmi, rispetto all’interesse economico che produce ed continua ad alimentare questo maledetto sistema. A mio avviso, responsabile anche del Covid-19 !

Non sarà facile realizzare questo sogno ed i tempi saranno lunghissimi, a meno che non si opti per la morte anziché per la vita..

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

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