“Finché si continuerà a catturare i bambini in classe, fuori dalla Scuola, nei propri letti, o mentre – neonati – prendono il latte dal seno materno, non ci potrà essere alcuna Giornata dell’Infanzia.
Finché anche un solo bambino sarà catturato in questo modo, l’assenza delle Istituzioni non potrà essere certo colmata da una giornata commemorativa.

Pertanto, l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, che rappresento, e l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari prendono le distanze da ogni celebrazione e da ogni iniziativa – pur valida e giusta nelle intenzioni – in considerazione della condizione attuale dei Minori in Italia.

Un Paese dove ancora 500 mila Minori sono affidati ai Servizi Sociali e 50 mila sono fuori Famiglia; dove consentiamo che siano attive e piene 314 strutture manicomiali per Bambini; dove abbiamo il più alto consumo di psicofarmaci d’Europa da parte degli adolescenti e dove a farla da padrone è una Filiera Psichiatrica basata su norme ormai usurate.
Dove l’abuso diagnostico è una prassi che ha creato un’altra vera pandemia: quella dei “dislessici” in Italia. Dove i Garanti per l’Infanzia – vecchi, nuovi o rinnovati che siano – non hanno alcun peso e nessuna energia profusa bene.

Personalmente – e con me tutti quelli che rappresento – non ho e non abbiamo nessuna commemorazione da celebrare.
Ciò che possiamo fare – se fosse davvero possibile e non fossimo già al tetto massimo della resistenza umana – è lavorare un po’ di più, oggi.

Per salvarne uno, anche solo uno”.

Vincenza Palmieri 

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