Abbiamo interrogato Franceschini circa la coppia di altari di terracotta per uso domestico che il Getty Museum acquistò a metà degli anni ’80 dal ‘solito’ Robin Symes, altari con scene del mito di Adone in altorilievo, correlate, databili al tardo V-inizio IV sec. a.C. e creduti di fabbrica tarantina finché l’esame degli impasti li ha assegnati, verosimilmente, alla sub-colonia di Locri sulla costa tirrenica del Reggino antenata dell’odierna Rosarno. Abbiamo chiesto al Ministro “se sia a conoscenza di avvenuti approfondimenti circa l’origine degli altari di Medma oggi al Getty Museum, e voglia condividerne gli esiti, o non ritenga di farsi promotore di una puntuale indagine del Comando Tutela Patrimonio Culturale che ricostruisca con la massima precisione possibile la storia collezionistica delle due opere, troppo breve (per com’è nota) per non suscitare il sospetto che, come migliaia di altri tesori archeologici del Sud Italia in genere e calabresi in particolare, anch’esse siano state trovate nel corso di ricerche illegali e siano poi uscite dal Paese altrettanto illecitamente”. Nella prospettiva di incrementare la coscienza culturale dei cittadini di Rosarno, abbiamo chiesto “se, nell’attesa di sapere se ci siano o meno gli estremi per una rivendicazione ufficiale della coppia di altari oggi a Los Angeles, non voglia sollecitare la diplomazia culturale italiana a chiederli in prestito per consentirne la temporanea esposizione nel museo archeologico di Medma a Rosarno (RC), inaugurato ormai da qualche anno, per offrire a quella comunità l’opportunità di riappropriarsi anche visivamente di un pezzo trascurato della propria memoria.”

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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