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PANDEMIA. NON CREDO PIU’ ALLA SCIENZA E  HO SERI DUBBI,   SCUSANDOMI CON I POCHI ONESTI E PREPARATI

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Tutti, nessuno escluso, stiamo vivendo un momento al quale, dare una aggettivazione precisa, non solo sarebbe arduo, ma addirittura impossibile. Oggi infatti è diventato impossibile distinguere chi dice cose giuste da chi si improvvisa “scienziato”  per dire cose assurde e sbagliate, anche in campo sanitario, contesto nel quale oggi più che mai avremmo bisogno di certezze.

Temo infatti, e non con il senno di poi, che anziché debellare il virus, lo si stia invece propagando involontariamente attraverso modalità e sistemi di grave pregiudizio. In primis, cosa che sto scrivendo sin dalla sua presenza, non avrei alcun dubbio nel dire che siamo partiti con il piede sbagliato, non solo all’atto di fronteggiare l’attuale pandemia, ma anche molto prima, privilegiando le grandi concentrazioni ospedaliere a danno di una necessaria assistenza territoriale, aspetto del quale, chi ci amministra avvalendosi del supporto tecnico-scientifico-sanitario, si è accorto solo ora di questo madornale errore, ormai quasi del tutto insanabile stante la tempistica necessaria intercorrente fra una impossibile modifica delle politica sanitaria ed il propagarsi veloce del virus.

Questo primo errore ha causato morti in altissima percentuale sia dei pazienti che della classe medica. E qui non ci piove e nessuno potrà replicare dicendo che non è vero !

Non andrebbe sottaciuto poi che la situazione virale ha, e sta tuttora allargando la sua negativa zona di influenza, presso i non malati di Covid, forse in maniera più allarmante del Covid stesso, e ciò per diverse ragioni spesso imputabili alla classe medica, all’assistenza sanitaria ed alla psicosi di milioni e milioni di cittadini che, in presenza di qualche sintomo sconosciuto, soprassiede dal recarsi all’ospedale complicando ulteriormente il suo status causato da altra patologia  che non ha niente a che vedere con il Covid, nella consapevolezza che l’ospedale prima si premunisce di accertare che non sia Covid, non escludendo, come succede spesso, che il Covid te lo “becchi” proprio in ospedale, come è successo a persone che conosco, anche di stretta parentela.

Questo secondo aspetto, al di là dei deficienti che non osservano le ordinanze per proteggersi, ha già infettato tutta l’Italia e, senza ombra di dubbio, farà più vittime del tanto disgraziato Covid.  E la causa di tutto questo è imputabile, lo dico senza alcun timore, a quella classe medica che continua ad inflazionare le televisioni, dicendo cose (qualche volta anche giuste) che terrorizzano chi è a digiuno di medicina, o che comunque non sa dare il giusto peso al significato della terminologia medica,  al punto da ammalarsi davvero e soccombere.

La realtà è che la scienza sanitaria sembra essere al palo quanto a scoperte, vuoi per stagnazione nell’applicazione checché se ne dica: da almeno quarant’anni infatti sento dire che stiamo per sconfiggere il cancro che invece non si sconfiggerà mai in quanto la sua eziologia è, e sarà, sempre in divenire (lo dico non da medico)  per cui ho una qualche motivazione per non credere più a quella scienza che le spara grosse, non solo, ma anche a non avere più eccessiva fiducia. Un giorno di 40 anni fa un “Nobel”, a Treviso,  mi disse che entro una ventina d’anni il tumore sarebbe stato definitivamente sconfitto …  forse non mi sono fatto dire l’anno…

Il famoso giuramento d’Ippocrate infatti sembra essere stato… infettato pure lui dal business. E questa è la patologia del secolo che forse, attraverso una disgrazia,  darà vita ad una nuova umanizzazione.

Arnaldo De Porti

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