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Da tempo, se vuoi anche perché ho conosciuto molto bene il mondo finanziario correlato alla mia ex professione bancaria ad un certo livello, ma anche perché i miei vetusti dati anagrafici mi hanno regalato esperienza di vita, sostengo che i mezzi possono tutto, anche mettersi contro la natura in nome dell’interesse. Per queste ragioni dicevo che i grandi organismi mondiali oggi hanno perso la loro specifica identità, alias moralità operativa, tanto da non   essere più in grado di svolgere la loro funzione che si era prefissa chi  ha dato loro i natali. In questi, inserivo la FAO, organizzazione delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura,  nata nel 1945; il WFP, World Food Programme; l’ILO, Organizzazione internazionale del lavoro, l’UNESCO, ed infine l’ OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, istituzione quest’ultima che, in questa pandemia, ha mostrato come non mai  tutta (o quasi) la sua fragilità e che, pertanto, tratto come esempio recente. Se poi penso che l’Unesco ha avocato a se…pizza e…prosecco… e mi fermo qui.

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All’inizio della pandemia, come ho letto in una importante rivista scientifica,  OMS diceva :

stiamo in un balletto di salamelecchi inconcludenti che sembrano aver la sola missione di compiacere i cinesi e ignorare le loro bugie…

i non sintomatici non devono indossare le mascherine.

Per molto meno, e qui si parla di migliaia e migliaia di morti, l’OMS, a mio avviso,  dovrebbe essere già stata smantellata in quanto essa sembra semplicemente un’Istituzione priva di effetti, esattamente come le altre.. ma tutte comode e prestigiose per chi le occupa…ed anche qui mi fermo quà… scusate il bisticcio dialettico.

Va ricordato che a fine dicembre 2019 i funzionari  ONU sono andati a Wuhan ove  c’era una polmonite sconosciuta causata da un virus Sars per affermare, al rientro, che non ne sapevano abbastanza  su questa epidemia, mentre i cinesi stessi contavano ufficialmente già 78.824 casi e  bisognerà poi attendere fino a fine gennaio 2020 prima che l’Oms dicesse: è emergenza.

Ma se questo riguarda in breve OMS, quali potrebbero essere le cause vere della pandemia ?  Chi oggi finalmente si sveglia, e cioè la scienza, dice che :

l’integrità della biosfera e i cambiamenti climatici, industrializzazione e urbanizzazione, concentrazioni,  hanno condotto negli ultimi decenni a un processo graduale di estinzione di un considerevole numero di specie viventi, a causa della distruzione del loro habitat naturale. Se consideriamo i pipistrelli, che costituiscono il “serbatoio” dei coronavirus, possiamo ipotizzare che i cambiamenti climatici e la distruzione del loro habitat naturale (caverne, ponti, alberi) possano aver favorito un loro spostamento geografico e un adattamento a un ambiente meno naturale, più vicino agli uomini e al bestiame, conducendo a una pericolosa interazione tra specie animali e specie umana.

La crescente urbanizzazione, inoltre, ha distrutto le cosiddette “buffer zones” che agiscono da barriere naturali tra uomini e animali, con un aumento delle opportunità di fuoriuscita dei patogeni. Gli animali selvatici (pipistrelli e pangolini) sono molto diffusi nel Sud-Est asiatico, una delle regioni con maggiore biodiversità al mondo e attualmente compromessa dallo sviluppo industriale e urbanistico.

Detto questo in breve io penso che, pur di far profitti ad ogni costo,  l’eccesso di trasformazioni industriali, in posti estremamente concentrati ed asfittici, incidendo negativamente sulla natura stessa, abbiano determinato e stiano ancora incubando  per il futuro pandemie cicliche ed indefinite, a meno che non si ragioni da subito e si cerchi – cosa più volte tentata a parole e non con i fatti –  di sanificare il pianeta. Altrimenti, succederà che, come accade per un corpo umano intossicato da sostanze non compatibili con il suo metabolismo, che esso produrrà sulla pelle manifestazioni dermatologiche, alias brufoli più o meno patologici…  Se al posto del corpo umano, tanto per fare un esempio,  mettiamo infatti il pianeta, le manifestazione dermatologiche di detto corpo  diventano analogamente come le pandemie del pianeta. Altro non c’è da aggiungere… per chi capisce.

Il pianeta infatti reagisce come il corpo umano.

ARNALDO DE PORTI

Belluno Feltre

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