Le dichiarazioni del presidente della FITRI Luigi Bianchi in merito all’avvicendamento alla direzione tecnica della Federazione Italiana Triathlon.

“In merito all’avvicendamento al vertice della direzione tecnica del triathlon italiano, è doveroso che faccia alcune necessarie e dovute precisazioni.

Innanzitutto, vorrei evidenziare che siamo arrivati a questa situazione a causa della pandemia di Covid-19 che ha reso necessario il rinvio di Tokyo 2020 al prossimo anno: se l’Olimpiade si fosse svolta regolarmente a luglio di quest’anno, non avremmo dovuto affrontare la questione del prolungamento di un anno del contratto dell’Olympic Performance Director, il quale ci avrebbe condotto senza alcun intoppo ai Giochi entro la scadenza naturale dell’accordo. Aggiungo che altre federazioni nazionali stanno affrontando lo stesso problema, ma noi abbiamo già trovato la soluzione.

Fino a pochi giorni fa, nulla faceva presagire una decisione così drastica e inappellabile di Joel Filliol, visto che l’intenzione era quella di proseguire il rapporto sino ai Giochi Olimpici, ma, nel corso dell’incontro previsto nella giornata di venerdì 27 novembre, mi ha comunicato la decisione di non voler rinnovare il contratto con FITRI che termina il 31 dicembre 2020 per motivi personali.
In accordo con la Preparazione Olimpica del CONI, ho deciso di tenere questo aspetto riservato sino alla comunicazione che ho effettuato dopo aver trattato l’argomento nel corso del Consiglio Federale di lunedì 30 novembre: questo annuncio andava effettuato proprio dopo aver individuato chi avrebbe preso le redini della Nazionale di Triathlon per non creare incertezze agli atleti che stanno affrontando il percorso olimpico.

Oggi, in molti si ergono a censori e moralisti, ma ribadisco che le scelte effettuate in passato e negli ultimi giorni sono sempre state rivolte al miglioramento delle nostre prestazioni e alla crescita del triathlon italiano, aspetto testimoniato dai risultati ottenuti nel corso di questo quadriennio. Sottolineo che questi risultati sono arrivati sotto la direzione di Joel Filliol il quale è stato costantemente supportato da uno staff tecnico tutto italiano (ad eccezione di un suo fisioterapista di fiducia) che si è dimostrato sempre motivato e all’altezza della situazione. Oltre ai tecnici, devo ringraziare gli atleti, i veri protagonisti, che si sono sempre messi in gioco e hanno capito qual è la strada giusta per concretizzare il percorso di crescita che ha già messo alcuni in condizione di poter raccogliere i frutti del duro lavoro.
È chiaro che in questa fase in cui la campagna elettorale si fa sempre più accesa, sono facili le strumentalizzazioni e le azioni atte a denigrare le decisioni federali sempre fondate su principi meritocratici e orientate esclusivamente al raggiungimento degli obiettivi. A tal proposito, mi auguro che questa circostanza possa essere analizzata in modo oggettivo e realistico, leggendo tra le righe di alcune esternazioni decisamente fuori luogo.

Il nostro progetto olimpico non si ferma: continueremo ancora più forti e motivati facendo fruttare ciò che di buono Filliol è riuscito a trasmettere in questi anni a staff e atleti della nostra squadra nazionale, con la certezza che Alessandro Bottoni saprà guidare nel migliore dei modi i nostri atleti sino ai Giochi Olimpici.

Portare Filliol in Italia è stata una mia decisione: la ripeterei nuovamente e mi assumo la responsabilità, così come dovrebbero fare tutti i consiglieri che hanno appoggiato la decisione all’unanimità. Le scelte di rottura creano sconquassi, è ovvio, ma oggi voglio ribadire nuovamente che la Federazione non può essere gestita come un club essendo tutt’altra cosa. La FITRI dev’essere guidata da figure all’altezza di poterlo fare concretamente, non soltanto a suon di proclami o mediante opportunistiche sparate sui social media, che addirittura rinnegano, a fini elettorali, scelte compiute in Consiglio Federale”.

Federazione Italiana Triathlon

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