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Finalmente ieri sera, durante la trasmissione Chetempochefa di Fabio Fazio, un esponente della sanità ci ha assicurato non tanto sull’assoluta efficacia del vaccino anticovid, ma ci ha anche fornito un  momento molto desiderato di sollievo che ha avuto in me l’influenza (questa volta positiva, quindi non patologica)  di rasserenarmi un po’ e persino di farmi dormire con un senso di alleggerimento dell’ansia che, in questo maledetto periodo, più o meno, tutti stiamo vivendo.

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Ma come al solito, ci ha messo lo zampino la tanto discussa Ilaria Capua, la quale, al di là dell’antipatia che nutro per la sua troppa  “saccenza”, virologa che non ha trovato posto in Italia tanto da essere costretta ad operare all’estero dopo la sua parentesi politica (e quando nel dna di un soggetto c’è la politica ho constatato, anche in…famiglia, che non si è sempre asettici), la quale avrebbe sostenuto che i vaccini non proteggono tutti dall’infezione e, anche chi se li fa, potrebbe risultare infettivo. Secondo questa narrazione l’altrettanto illustre collega Roberto Burioni  ieri sera ha sostenuto l’esatto opposto: i vaccini proteggono tutti al 100%, e chi se li fa non contagia chi ancora non li ha fatti. Un nuovo scontro tra esperti dunque, che mette confusione ed esplicita il disordine scientifico che, proprio nel momento in cui si sta dando speranza agli Italiani attraverso la conferma dell’efficacia del vaccino,  origina ed alimenta forti perplessità sulla classe medica, la quale, come ho detto più volte, avrebbe fatto bene apparire meno in tv occupando detto tempo in laboratorio di analisi.

E’ ovvio che chi capisce qualcosa maturi delle perplessità e non sappia chi dei due la dice giusta, tra l’altro proprio in un momento in cui stanno scoprendo che un farmaco contro la banale influenza potrebbe bloccare la trasmissione del virus: si tratta del Molnupiravir che sarebbe riuscito a bloccare, con successo ed in sole 24 ore, la trasmissione del virus Sars-Cov-2 fra alcuni animali che si riproducono come l’uomo. Per cui, quasi un anno di studi da parte della scienza con le prospettive che, per le motivazioni succitate, continuano ad alimentare perplessità, sarebbe stato sprecato. E la scoperta verrebbe attribuita  ad alcuni ricercatori dell’Università statale della Georgia (Prof. Richard Plemper)  in aggiunta a sperimentazioni in corso da parte dell’Accademia cinese delle scienze …agricole.  Dicotomia questa fra due realtà, quella cinese e quella americana, che mi fa pensare che il virus abbia una ormai certa relazione fra animale e uomo, stante la troppa “familiarizzazione” moderna (oggi tutti vanno a passeggio col cane ed anche a letto con il gatto)  fra essi,  talvolta persino affettivo-sessuale, dando vita ad un processo infettivo-virale  chiamata zoonotico.

Proprio anche per questo c’è da farsi la domanda di cui a titolo. Senza andar a cercare sulla luna. Chi vivrà, vedrà…

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

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