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Le associazioni e i cittadini chiedono al Comune e alle istituzioni chiarezza e l’urgente ripristino del Bene Pubblico verde cancellato in una città in coda alle classifiche nazionale per tutela del verde.

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Espianto Parco Arboreo area Stadio, Lecce.

Richiesta chiarimenti e proposte

dal Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi di Lecce.

 

Sigg.

 

  1. Salvemini Sindaco

M.Nuzzaci Ass. LL.PP.

  1. Valli Ass. Ambiente
  2. Miglietta Ass. Urbanistica

Consulta Comunale

ambiente

Comune di Lecce

 

p.c

Sigg.

  1. Costa Ministro per l’ambiente .

M.R. Trio Prefetto Lecce

 

  1. Minerva Presidente
  2. Tarantino Del. Ambiente

Provincia Lecce

 

  1. Valentino Questore Lecce A.G. Maraschio Ass. ambiente
  2. Lopalco Ass. Sanità
  3. Pentassuglia Ass. Agricoltura

Regione Puglia

 

  1. Decaro Presidente ANCI S. Laporta Pres. ISPRA Roma
  2. Paradiso Dir. Sc. ARPA Puglia Bari

 

Lecce, 29 dicembre 2020

 

In occasione dell’anniversario dell’espianto dell’intero parco arboreo (un centinaio di maestose conifere e diverse decine di altre essenze vegetali) che ha caratterizzato per più di 50 anni il paesaggio del parcheggio antistante lo stadio di Lecce

le sottoscritte associazioni e i cittadini riuniti nel Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi di Lecce

preso atto che:

  • ad oggi non sono stati ancora realizzati nell’area antistante lo stadio gli interventi di riqualificazione (sollecitati da riunioni in Prefettura nel 2019), ritenuti a suo tempo indispensabili e pertanto considerati da codesta amministrazione motivo valido per giustificare l’espianto massivo , solerte e generalizzato di circa cento pini e altrettante essenze arboree e di cespugli;
  • le motivazioni relative alle condizioni di sicurezza dell’area adiacente lo stadio in parte sono legate alla pregressa militanza nel massimo campionato della squadra di calcio cittadina: quindi per esigenze in parte solo contingenti (la sorte di una squadra è volubile, come dimostra la recente retrocessione) si è prodotto un danno ambientale ed economico pesante e irreversibile;

rimarcano

le diverse criticità prodotte dall’ azione demolitiva di uno dei principali polmoni verdi della città , che doveva essere legittimata dal perseguimento di alcuni obiettivi di sicurezza.

Gli elementi in possesso sollevano, inoltre, molti dubbi sullo scenario dell’abbattimento: pertanto si rendono necessari chiarimenti per stabilire se l’espianto generalizzato sia stato la conseguenza di una prescrizione inderogabile o di una mera scelta opzionale e univoca del Comune.

È sostanziale capire chi abbia deciso l’abbattimento di un Bene Pubblico, di cui è titolare non l’amministrazione ma l’intera comunità cittadina , e in base a quali responsabilità e competenze; le decisioni prese hanno aggravato il contesto arboreo già critico dei nostri spazi cittadini. Va chiarito se: si sia tenuto conto di un piano di programmazione del verde (e quale è il bilancio comunale arboreo contemplato dalla normativa ) : se sono stati previsti, contestualmente all’abbattimento , interventi di ripiantumazione-riqualificazione dell’area; se l’abbattimento sia stato accompagnato da una valutazione di alternative praticabili, allo scopo di preservare almeno in parte e non distruggere completamente un bene ambientale ed economico della città e della comunità tutta. In altre parole ci si chiede quale l’ iter seguito nella scelta e nell’affidamento dell’incarico di abbattimento, con quali atti a supporto e con il coinvolgimento di quali enti e associazioni di cittadini.

Pertanto

Considerate le norme sul diritto di accesso dei cittadini agli atti della Pubblica amministrazione – in modo specifico per atti e documentazione di carattere ambientale (legge 319-86, 241-90, d. lgs. 195-05-Convenzione AARHUS, ecc.) –

si chiede

che entro il termine previsto dalla normativa siano forniti ai sottoscritti, in qualità di portatori di interessi collettivi afferenti le tematiche ambientali, gli atti completi relativi all’ iter amministrativo e all’espianto finale , al fine di comprendere esaustivamente le modalità relative all’intero procedimento e lo scenario completo.

La trasparenza, finalizzata alla comprensione dei fatti puntualmente documentati, è necessaria per favorire un rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni. Il Coordinamento per il Verde urbano di Lecce ha più volte sollecitato un ampio coinvolgimento -finora sostanzialmente disatteso- relativamente agli interventi e alle decisioni dell’amministrazione impattanti il verde pubblico.

A tal proposito si ribadisce la necessità che la Città di Lecce si doti con urgenza (con l’assunzione di un impegno formale in tempi brevi) del Regolamento del Verde pubblico e urbano, da molti anni promesso e rivendicato, attualmente adottato da gran parte dei capoluoghi di provincia italiani. È indubbio che tale indispensabile strumento favorirà una gestione rigorosa, partecipata, coerente e trasparente del settore, evitando o prevenendo incomprensioni , contrapposizioni ed eventuali scelte discrezionali.

Auspichiamo che la ristrutturazione dell’area adiacente lo stadio, incluso l’intero parcheggio, preveda doverosamente la realizzazione di un nuovo parco arboreo e naturale dotato di infrastrutture sostenibili, compatibile con il mantenimento dei servizi ad uso dello stadio comunale, realizzando una vera riqualificazione paesaggistica ed ecologica dell’area – da un anno resa un deserto di cemento ancor più squallido di prima- recuperando il bene naturale e risarcendo la città per l’espianto di un suo importante polmone verde.

Rimarchiamo che la nostra denuncia del danno ambientale prodotto è supportata dallo scenario assai critico del nostro territorio:

Lecce svetta nella classifica nazionale per il consumo del suolo naturale (ISPRA 2019) ma non per il verde urbano (93 posto , Ecosistema urbano 2020 Legambiente); il processo di desertificazione del territorio connesso al disseccamento di milioni di ulivi aggrava pesantemente il paesaggio rurale del capoluogo (e della provincia), già caratterizzato dal pregresso abbandono e degrado di immense aree della campagna perirubana; il Report Ambiente e salute (Rete REPOL 2020, Studio Protos 2019) stigmatizza la criticità sanitaria della provincia di Lecce, legata in modo significativo all’inquinamento atmosferico, che va contrastato con la riduzione delle emissioni e insieme con il ruolo positivo svolto dalla vegetazione arborea;

l’UE intende invertire i processi climalteranti sostenendo interventi di forestazione e di tutela del verde urbano (vedi anche la disattesa legge 10/2013) per perseguire l’impatto climatico zero. Pertanto interventi non solo simbolici di piantumazione , rinaturalizzazione, forestazione urbana (es. Taranto),sono strategie inderogabili e prioritarie, per tutelare il diritto all’ambiente vivibile, alla qualità dell’aria e quindi alla salute sancito dalla Costituzione. Invece eliminare sbrigativamente e ingiustificatamente anche un solo albero lede tale diritto.

In attesa di un riscontro positivo si porgono distinti saluti

Per il Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi – Lecce

 

ITALIA NOSTRA Antonio Costantini WWF SALENTO Vittorio De Vitis ISDE-MEDICI PER L’AMBIENTE Raffaella Gismondi, Sergio Mangia FORUM AMBIENTE E SALUTE Maria Ingrosso, Giovanni Seclì COMITATO VERDE S. ROSA Maria Cucurachi ADOC Alessandro Presicce MO-BICI Enrico Melissano

 

MARIO FIORELLA

MAURIZIO BUCCARELLA, senatore

GAETANO BUCCI , Doc. Dir. Pubblico Unisalento

ANTONIO GRECO, Lecce, già sindaco Veglie

CHINO SALENTO, già cons. comunale

ANNA SIVIERO attivista ambientale

MAURO PASCARIELLO già cons. comunale “VERDI”

BRUNO VAGLIO agronomo

 

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