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Una delle categorie economiche più colpite dai vincoli legati all’emergenza sanitaria è sicuramente quella dei proprietari dei ristoranti, scrive Domenico Capezzoli coordinatore dell’Italia dei Valori nella provincia di Lucca , che dopo il blocco generale della primavera, anche nella seconda ondata ai clienti, offrono solo il servizio di Consegne d’asporto. Quindi, per la categoria, ci sono molte preoccupazioni e incertezze sul futuro delle rispettive attività. Hanno bisogno di nuove linee guida prosegue Capezzoli. Molti di loro avevano già ordinato materie prime, prima che il Governo decidesse di chiudere tutto . Oltre alle difficoltà generali, c’è un problema di costi: i ristori sono insufficienti . E’ necessario un importante aggiornamento altrimenti molti chiuderanno. Anche dal punto di vista fiscale, al momento, non c’è una reale riduzione. Anche quando i ristoranti sono chiusi, hanno costi e tasse che prima o poi dovranno pagare.  Una volta stabilite le regole, i controlli devono essere effettuati, ma lasciare aperti gli imprenditori seri. Serve una programmazione ed assistenza economica. Il programma è utile anche per il personale: ci sono persone che lavorano stabilmente e altre in servizio: anche qui non è certo possibile improvvisare dall’oggi al domani. «I servizi  da asporto, conclude l’esponente del partito sono importanti ma non bastano per garantire un guadagno consono

Il Governo faccia il suo dovere, dia un sostegno ai ristoratori in difficoltà.

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