Foto: A sinistra, Qassem Soleimani, il famigerato comandate della Forza Quds in Siria – A destra: una città bombardata e devastata dal regime siriano e dalla Forza Quds del regime iraniano.

Su ordine di Qassem Soleimani, l’esercito violò apertamente le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite inviando armi, munizioni e forze in Siria e massacrando i siriani tramite la costituzione di una brigata di combattimento.

Bombardamento della provincia di Diyala in Iraq con cacciabombardieri

 Il generale Ahmadreza Pourdastan, a capo del Centro di Ricerca e Studi Strategici dell’Esercito, nonché ex comandante delle forze di terra del regime iraniano, ha ammesso in un’intervista televisiva che sotto gli ordini di Qassem Solemani, il famigerato comandate della Forza Quds, l’esercito trasferì armi, munizioni e forze nel territorio siriano e che, tramite la costituzione di una brigata di combattimento, partecipò attivamente all’uccisione dei cittadini siriani. Il Generale ha anche riconosciuto che l’aviazione dell’esercito bombardò la provincia irachena di Diyala in diverse occasioni.

 Tutti questi crimini costituiscono una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare della risoluzione 2331.

 In un’intervista con la televisione di Stato datata 1 gennaio, il generale Pourdastan ha dichiarato: “Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica era la principale forza in sostegno alla Forza Quds. Anche l’Esercito aveva espresso la propria disponibilità. Inizialmente l’Esercito fornì supporto logistico: i suoi aerei cargo trasferivano munizioni e personale da Teheran a Damasco, in Siria. Le forze di terra fornivano munizioni di diverso calibro, piccole e grandi, diversi razzi RPG 7 ed SPG 9, missili da 107 mm, e Katjuša. Ogni giorno riempivamo grossi camion di munizioni e ne portavamo una parte in aeroporto perché venisse caricata sugli aerei diretti in Siria, ed un’altra al confine Khosravi con l’Iraq, dove camion iracheni prendevano in consegna la merce. Dopo un po’, iniziammo ad inviare in Iraq unità speciali, e dopo un altro po’ l’artiglieria. Questa stretta connessione tra Esercito e Forza Quds continuò; in talune occasioni Haj Qassem (Soleimani) ritenne opportuno l’intervento dei combattenti. Nella provincia di Diyala la nostra aviazione portò a termine diverse missioni di bombardamento. Quando l’aereo 747 atterrò, venne colpito. Potete venire e vedere voi stessi gli aerei. C’erano fori di proiettile ovunque. I piloti atterravano al buio senza luci di atterraggio, scaricavano le munizioni, facevano scendere il personale, e ripartivano. 8 commandos dell’Esercito furono martirizzati. Hai Qassem disse che questi [il personale dell’Esercito in Siria] non dovevano disperdersi, ma dovevano bensì formare la propria brigata. Le unità speciali che inviammo vennero radunate in una brigata: la chiamammo Malek Ishtar, e la potenziammo con la brigata Fatemiyoun (costituita da reclute afghane) nella regione di Aleppo. Vennero inviati anche un comandate e diversi vice, un team di piloti, uno logistico ed una squadra di munizioni, che diedero alle nostre forze una certa capacità.”

 Le dichiarazioni senza precedenti di uno dei comandanti veterani dell’Esercito rendono chiaro a tutti che il fascismo religioso al potere in Iran mette l’Esercito al servizio del terrorismo, del bellicismo, e di crimini contro l’umanità in Iraq ed in Siria.

 Il 19 aprile 2016 la Resistenza iraniana annunciò: “In seguito alle consecutive sconfitte del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Khamenei ha inviato in Siria l’esercito convenzionale.”

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)

3 gennaio 2021

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