Roma, 8 gennaio 2020 – Dopo dieci mesi di stop, lontani dalle gare e dalle competizioni che contano, è ora di ricominciare e di provare a buttarsi alle spalle questo incredibile 2020. Abbiamo resistito e il 2021 arriva con una promessa: le Olimpiadi di Tokyo dove il karate farà la sua prima storica apparizione.

Abbiamo fatto alcune domande a Vincenzo Figuccio, allenatore federale di kata e coordinatore della squadra olimpica, per scoprire il cammino del karate azzurro verso le Olimpiadi di luglio 2021.

Vincenzo puoi farci il quadro della situazione?  Abbiamo tre atleti già qualificati matematicamente, ma quali possibilità ci sono per gli altri atleti azzurri?

“Intanto buon anno a tutti e buon inizio di stagione a tutti gli sportivi. Siamo alla ripresa e alla ripartenza da un momento difficile. Lo stiamo superando con molta coesione e altrettanta progettualità. I tre ragazzi qualificati sono Viviana Bottaro e Mattia Busato nel kata e Luigi Busà nel kumite che ci garantiscono tre pass matematicamente acquisiti. Abbiamo la categoria olimpica dei 67kg ancora aperta, con Angelo Crescenzo che ha grandi possibilità di centrare la qualificazione per ranking, come anche nella categoria + 61kg femminile dove Silvia Semeraro e Clio Ferracuti hanno grosse chances di conquistare il pass olimpico attraverso il ranking.

Ci tengo a sottolineare che i pass già acquisiti dai tre qualificati sono pass nominali e quindi non sostituibili da altri atleti della Nazionale. Nel momento in cui un atleta si qualifica per ranking matematicamente, il suo nome accede al tabellone dei Giochi Olimpici. Ci sono discipline sportive dove il pass viene acquisito dalla nazione di appartenenza, quindi l’atleta è sostituibile, ma non è il nostro caso. Per chiarezza e per delucidazione per tutti gli appassionati, è giusto sapere che la conquista del pass olimpico è nominale. Come si può anche leggere dal documento emanato dalla WKF sui regimi che CIO e WKF hanno definito.”.

Il 21 gennaio ci sarà il primo raduno collegiale di karate del 2021. Qual è la finalità?

“Questo raduno è all’insegna dell’ottimizzazione e dell’innalzamento della performance degli atleti che poi porteremo a gareggiare alla prima gara stagionale che sarà la Premier League di Lisbona, dal 19 al 21 febbraio. Il sistema sportivo ha vissuto e sta vivendo ancora adesso con delle restrizioni fortissime e il primo raduno vuole essere anche un motivo di sprone. Siamo vicini al lavoro delle società sportive e degli atleti e vogliamo che continuino ad essere motivati ed energici per affrontare questo anno e il prossimo futuro.

Oltre al raduno abbiamo anche altri due momenti importanti in questi giorni. C’è l’event-test in Serbia della categoria olimpica dei 61kg, dove Laura Pasqua, accompagnata da Salvatore Loria, è stata invitata per partecipare con le sette migliori atlete al mondo. Contestualmente ci sarà un event-test anche in Veneto per la categoria 55kg olimpica, con Sara Cardin e le atlete più forti della categoria, dove il Tecnico Claudio Guazzaroni potrà monitorare lo stato di forma specifico dell’atleta.

Insomma, sta ripartendo un sistema che si era fermato. Siamo contenti, soprattutto per gli atleti che possono tornare a calcare i tappeti di gara.”.

Abbiamo parlato degli event-test e della Premier di Lisbona. Quali altri appuntamenti ci attendono in questo cammino verso Tokyo?

“La progettualità che abbiamo ideato è fatta nel rispetto dei calendari pubblicati dalla WKF. La Nazionale sarà impegnata in un primo step tra febbraio e marzo con due gare di Premier League, quella di Lisbona del 19 febbraio e quella di Baku del 12 marzo. Queste due gare non portano punti ranking, ma sono un’occasione per ripartire ad alti livelli. La WKF ha fatto qui un ottimo lavoro di progettualità, accompagnando gli atleti un passo alla volta verso la prima gara che invece darà punteggio olimpico: la Premier League di Rabat del 9 aprile. Saremo impegnati tendenzialmente ogni mese, per arrivare a maggio con il Campionato Europeo che dovrebbe svolgersi in Croazia e finire a giugno con l’evento di qualificazione diretta per le Olimpiadi. Abbiamo dunque una programmazione semplice e coerente con i nostri obiettivi che ci consentirà di arrivare nei mesi di aprile, maggio e giugno al top della forma. Quello di febbraio e marzo sarà il periodo in cui ritroveremo il feeling con le sensazioni di gara, con la forma fisica e con l’atteggiamento che servirà durante gli eventi validi per la qualificazioni e poi, ad agosto, durante le Olimpiadi.”.

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