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“Sanità privata senza contratto e prigioniera dei profitti di Aiop: ecco perché Cimop sciopera”. Così il Segretario Nazionale della Cimop, dott.ssa Carmela De Rango, spiega le ragioni che hanno costretto il sindacato a proclamare una giornata di sciopero per il prossimo 28 gennaio 2021, con anche un presidio in piazza Montecitorio a Roma dalle ore 10 (in ossequio delle regole di distanziamento previste dai protocolli anti Covid).

Il nodo del contendere è relativo al contratto della sanità privata rinnovato solo da Aris, che ha mostrato una genuina disponibilità assieme ad una spiccata sensibilità, mentre Aiop lo ha negato, spingendo i medici che operano nel settore privato nel baratro della disparità, valoriale e materiale.

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“Con tale condotta, Aiop pensa di negare un’evidenza oggettiva: la parificazione nelle mansioni non è controbilanciata da una pari retribuzione e un pari stato. Osservo che quelle stesse aziende che ci negano un sacrosanto diritto continuano a godere delle convenzioni, mentre al contempo squalificano professionalmente e socialmente i medici, con anche un’appendice per così dire di forma, precisa la dott.ssa Carmela De Rango – Infatti vedo in questo la violazione dell’articolo 36 della Costituzione, in quanto, a parità di condizioni lavorative (quantità e qualità di lavoro), e di settore di appartenenza (sanità privata accreditata SSN), la retribuzione dei lavoratori delle aziende sanitarie associate AIOP è inferiore del 30% rispetto a quella di cui oggi godono i medici delle aziende sanitarie associate Aris”.

E aggiunge: “In questo modo si corre il rischio di esacerbare anche una serie di discriminazioni tra ospedali, tanto da poter configurare una condizione di concorrenza sleale tra aziende ospedaliere AIOP e aziende ARIS, perché entrambe percepiscono gli stessi DRG e le stesse tariffe dallo Stato ma, quelle AIOP conseguono un maggiore profitto in quanto, a seguito del mancato rinnovo contrattuale, hanno minori costi del personale medico del 30% rispetto alle aziende sanitarie ARIS. Cimop è inorridita per una deriva cotanto lesiva della dignità dei medici.”

“Non si mercanteggia, e tantomeno nel modo scandaloso di Aiop, con la professionalità e la vita lavorativa dei medici”, commenta Guido Quici, presidente del Patto per la Professione Medica, cui aderiscono CIMO-FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALS Medici e la stessa Cimop. “Siamo indignati che AIOP possa ostinatamente continuare a perseverare nel suo atteggiamento ostativo e persecutorio nei confronti dei soli medici che lavorano nelle strutture private, non riconoscendo i loro diritti, in un contesto di evidente disparità di trattamento rispetto altre figure professionali. Esprimiamo il nostro pieno sostegno alle ragioni dello sciopero e della coraggiosa battaglia di Cimop per il riconoscimento di condizioni di equità, giacché siamo di fronte ad una sperequazione inaccettabile e insostenibile, da troppo tempo in atto.”

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