Leggo alcuni interventi sulla scelta dell’età per la somministrazione dei vaccini. Se non fosse perché non mi è piaciuto affatto il titolo apparso oggi sul Gazzettino:  “Gli anziani hanno meno contatti sociali “, pag. 5 Gazz.22/2 a firma della collega Alda Vanzan, io non avrei preso carta e penna per eccepire quanto segue :

Don Armando Trevisiol della Parrocchia di Carpenedo (VE), amico da una vita, quando abitavo nel veneziano, dice :   a 92 anni non so quando toccherà a me”, pag. 4  Gazz. del 22/2;

Arrigo Cipriani, patron del famoso a livello internazionale Harry’s Bar di Venezia, pure lui conoscente da una vita, 86 anni :  “più rispetto per gli anziani”, pag. 22  Gazz. 21/2;

ed ora mi aggiungo pure io, Arnaldo De Porti, 86 anni il mese prossimo, per chiedere al Gazzettino se, lo scrivente che fa parte della redazione di tre giornali;  si compera un SUV e percorre  minimo 100 km al giorno; si compera una fisarmonica professionale per suonare quasi tutti i giorni, in aggiunta ad altri strumenti come l’organo nella bellissima Chiesa di Zermen ove, mons. Lino Mottes, 91 anni celebra la santa Messa tutte le domeniche ecc.ecc.

detto questo vorrei chiedere se le persone succitate rientrano nel novero di coloro che hanno meno contatti sociali, come ha scritto il Gazzettino e quindi possono aspettare il vaccino.

Mi pare carenza di etica e sensibilità verso tutti ed anche per questo sono costretto al solito gesto scaramantico… tipicamente maschile.

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

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