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…avevano preso Ciccilla, la famosa Ciccilla, la terribile Ciccilla […] Certo che ero io, e che non ero un uomo, per niente al mondo avrei voluto esserlo. Da due anni ero più simile a Bacca che a un uomo, e non c’è niente di più lontano da un uomo di una lupa.
“Italiana”, Giuseppe Catozzella

Fino a che punto sei disposto ad arrivare per affermare la tua libertà? Giuseppe Catozzella scrive Italiana, la storia dell’indomabile Maria Oliverio

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Ci sono i personaggi storici che vengono citati sui libri di testo come i punti cardine degli avvenimenti di una Nazione, e poi ci sono i tanti – innumerevoli – volti che la Storia invece l’hanno fatta lottando nel buio e nel silenzio.
Senza di loro oggi noi non saremmo quelli che siamo.

Maria Oliverio, meglio conosciuta come Ciccilla, è uno di questi volti che ha combattuto per liberare tutti noi.
Unica donna a guidare una banda di briganti contro la ferocia dell’esercito regio, la sua vicenda si inserisce in quel complesso sistema di forze che era l’Italia del 1848, un Paese non ancora ufficialmente nato, ma unito dalla voglia di affermarsi e di cambiare.

A tirare fuori Ciccilla dal buio e a riportarla, fiera e potente, sulle pagine ha pensato Giuseppe Catozzella con un maestoso e vivo romanzo intitolato Italiana.
È la storia di Maria che ha lottato per non essere più solamente Maria, per lasciare il proprio segno nel mondo, come succede quando i boschi, pazienti, tengono le nostre impronte come memoria tangibile di un passaggio.

Per farlo Ciccilla è scappata tra le montagne, si è confusa tra gli uomini e gli animali mettendo alla prova il suo corpo e la sua mente; si è nascosta sognando di raggiungere “le cime, gli abeti bianchi e i castagni del cielo”, in attesa del momento in cui finalmente avrebbe spiccato il volo.

Giuseppe Catozzella ha scritto il romanzo di una vita straordinaria, piena di fremente libertà, la vita di una rivoluzionaria, di un’italiana quando l’Italia non c’era ancora. Un’invincibile anima in rivolta contro il sopruso e l’immobilismo, mossa dalla voglia di bellezza, d’amore e di futuro.
Giuseppe Catozzella racconta

le tante anime di Italiana
Italiana è innanzitutto la storia di una donna. Maria Oliverio è una donna che cerca il coraggio per inseguire il sogno della sua liberazione, per combattere per diventare se stessa, per chiedersi chi è destinata a essere. Ma Maria è anche una donna che non ha paura di camminare sul confine che in lei separa il bene dal male, di chiedersi fino a che punto sia giusto spingersi per inseguire la libertà. La storia di Maria è quella di una donna che frequenta entrambi, il bene e il male, e ci lascia domandando a noi chi siamo.

Italiana è anche e contemporaneamente la storia di un Paese che combatte per diventare se stesso, e quel Paese è il nostro, l’Italia, sempre sul punto di trovare la sua identità. Italiana è un romanzo basato su documenti d’archivio e ricostruisce, buttandosi nella Storia e attraverso la vita reale di una donna e di suo marito, i mesi che hanno portato all’Unità d’Italia e alla guerra civile italiana, durata anni dopo l’Unità.
Questa guerra è il nostro rimosso nazionale e collettivo, l’origine dei nostri mali e delle nostre virtù, su questa si basa per negativo il nostro carattere nazionale, e come tutti i rimossi ci vive dentro e finisce col comandarci: è lì che dobbiamo tornare per liberarci.
Ma Italiana è anche – e forse soprattutto – la storia di una donna in rivolta e così, attraverso di lei, è la storia della nostra rivolta, quella di cui ci siamo dimenticati ma di cui, nel fondo del nostro animo, sentiamo il richiamo. La rivolta, anzi, è la nostra parte più originaria, quella in cui davanti al mondo imponiamo chi siamo. Italiana è la storia di una ragazza, che poi diventa donna, che trova il coraggio di combattere per cambiare il suo mondo, e col suo mondo di cambiare tutto il mondo. Italiana è la storia di una ragazza che ha il coraggio di immaginare un mondo diverso e più giusto.

L’idea del romanzo è nata nell’autore molti anni fa, nel sé bambino, quando la nonna gli raccontò le gesta di una sua ava che aveva militato come brigantessa.
Si è spalancato così il mondo dei tanti leggendari combattenti che avevano colorato di ardore e coraggio le storie di molte famiglie del Sud, “stambecchi” in lotta contro “le forze contrarie delle civette”, soldati di una guerra in qualche modo ignorata.

Scoprire l’avventura umana di Ciccilla ci consente di comprendere la multiforme storia dei briganti, figure controverse che da alcuni sono innalzati come eroi, da altri vengono condannati come assassini.
Il libro è costruito su una solida operazione di documentazione storica: Catozzella ha consultato tutti i documenti che parlano di Maria Oliverio, dagli articoli che Alexandre Dumas le dedicò su L’Indipendente agli studi di Peppino Curcio e ai faldoni dei processi istruiti tra il 1864 e il 1875 contro di lei e la banda di Monaco.

È nata così una narrazione storica che vibra di giustizia, di sangue e di speranza.
Vediamo Ciccilla crescere, fiorire, soffrire e soprattutto imparare ad amare in un mondo in cui l’amore era solo per i deboli e i malati. Una donna che ricomincia ogni volta daccapo per diventare finalmente se stessa. Per diventare una delle prime italiane.

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