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La presidente della commissione Attività Produttive della Camera chiede l’intervento dei ministri Speranza, Bianchi e Gelmini

Roma, 3 marzo 2021“Se il principio, giusto e sacrosanto, è che tutti gli insegnanti siano vaccinati occorre che il Governo intervenga per superare l’attuale discriminazione che penalizza i docenti che insegnano fuori dalla propria Regione di residenza”, questa la richiesta che la presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Martina Nardi, rivolge ai ministri all’Istruzione, Patrizio Bianchi, alla Salute, Roberto Speranza e agli Affari regionali, Mariastella Gelmini.

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“La somministrazione del farmaco – ricorda Nardi – in forma volontaria, è stata giustamente rivolta a tutti i lavoratori a prescindere dalla tipologia e durata del contratto di lavoro. Ma il compito spetta alle Regioni e ogni Regione deve provvedere a vaccinare i propri insegnanti residenti ed assistiti indipendentemente dalla regione in cui prestano il servizio. Questa scelta però rischia di avere effetti dannosi e controproducenti proprio in virtù delle evidenti difficoltà registrata ad oggi da molti insegnanti e personale tecnico “fuori sede” di poter essere effettivamente vaccinati contestualmente ai loro colleghi residenti”.

“Le cause che determinano questa disfunzione sono figlie di varie ragioni – annota Nardi –  dalla differente programmazione temporale delle vaccinazioni predisposta dalle varie Regioni, alla difficoltà oggettiva dei lavoratori interessati di raggiungere il luogo preposto alla somministrazione del farmaco. Ma il risultato comunque è che in una stessa scuola di una determinata Regione possa esserci un insegnante residente e vaccinato e uno non residente e non vaccinato”.

E non si tratta di casi isolati, anzi. “Ci sono statistiche che indicano in decine di migliaia i soggetti coinvolti”, spiega Nardi, il che rischia di compromettere ancora di più il regolare funzionamento dell’attività didattica, dato che “qualora non si provvedesse infatti a risolvere questa problematica, è evidente che la vaccinazione nel mondo della scuola, programmata ed effettuata proprio per garantire la salute di studenti e docenti e la continuità delle lezioni in presenza, potrebbe non solo limitare gli effetti previsti ma veicolare il virus nelle comunità e causare il ritorno massiccio alla didattica a distanza”.

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