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L’appello della signora Rajavi all’azione internazionale per il rilascio immediato dei  detenuti Domenica 7 marzo 2021.
I pensionati e le pensionate si sono radunati a Teheran e in altre 27 città per la settima settimana consecutiva per protestare contro le loro condizioni di vita, i prezzi alle stelle e la mancanza di risposte alle loro richieste.
Oltre a Teheran, i pensionati di Tabriz, Isfahan, Yazd, Qazvin, Karaj, Khorramabad, Ahvaz, Rasht, Urmia, Shiraz, Kermanshah,Ardabil, Ilam, Sari, Arak, Mashhad, Sanandaj, Kerman, Bojnurd, Abadan, Shahroud, Shush, Behshahr, Neyshabur, Shooshtar, Dezful e Hafttapeh hanno tenuto riunioni di proteste e raduni davanti agli uffici dell’Organizzazione per la sicurezza sociale o del governatore.
A Teheran, dalle prime ore del mattino, la repressiva Forza di Sicurezza dello Stato ( SSF) è stata dispiegata nelle strade che portano all’Organizzazione della Sicurezza Sociale per impedire il raduno dei pensionati.
Allo stesso tempo è stata chiusa la vicina stazione della metropolitana ed è stato impedito alla gente di unirsi ai manifestanti.
Le forze repressive hanno anche sequestrato alcuni volantini e striscioni dei manifestanti e confiscato diversi telefoni cellulari, cosa che ha incontrato la resistenza dei pensionati.
Le SSF hanno attaccato, picchiato e arrestato alcuni manifestanti.
A Shahroud ( Iran settentrionale), le SSF hanno attaccato i manifestanti, sequestrato gli striscioni e i cartelli dei pensionati e li hanno dispersi.
Gli slogan dei pensionati nei raduni e nelle marce di oggi includevano:” Il nostro nemico è proprio qui, mentono dicendo che è l’America”, “Basta promesse vuote, le nostre tavole sono vuote”, “Le nostre tavole sono vuote, mentre voi ( funzionari del regime) vivete bene, basta oppressione”, ” La nazione non ha mai visto così tanta ingiustizia”, ” Il tasso di inflazione è basato sul dollaro, i nostri stipendi sono in rial”, “La soglia di povertà è di 12 milioni di rial il nostro stipendio è di 3 milioni di rial”, ” Come possiamo sopravvivere con uno stipendio inferiore a 3 milioni di rial?”.
La signora Maryam Rajavi, presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), ha salutato i pensionati oppressi e ha detto che le loro continue proteste fanno eco ai diritti rubati al popolo iraniano. Ha invitato i giovani di tutto il paese a sostenere i manifestanti e ha esortato le Nazioni Unite e le organizzazione per i Diritti Umani ad intraprendere azioni urgenti per garantire l’immediato rilascio dei detenuti.

Segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI)

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