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Pierfranco Bruni

Ci ha lasciato, nei giorni scorsi, il filosofo e lo storico della letteratura Lino Di Stefano. Il Covid lo ha portato via. Uno dei maggiori studiosi gentialiani, acuto e severo, che io abbia conosciuto lungo il mio cammino. Componente del consiglio nazionale del Sindacato libero scrittori italiani ha contribuito sempre a mantenere vitale l’opera di Francesco Grisi. Un grisiano cristiano lungo la via della ortodossia.

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Uno degli ultimi testi su Gentile è stato pubblicato dalla casa editrice Solfanelli. Il suo Gentile è stato un forte punto di riferimento nella tradizione del classicismo umanistico. Studioso di Platone e della grecità della filosofia.

Nel suo testo di Solfanelli, di un Gentile psicologo, si legge: “…se è vero che il filosofo ha redatto opere di grande valore speculativo, è altrettanto certo che pochi studiosi hanno affrontato la questione ‘Gentile psicologo’. Questi, grande pensatore — il maggiore del Novecento — è stato anche un insigne pedagogista, un illustre storico della filosofia, un acuto critico letterario e un dotato psicologo. E sebbene non abbia scritto un’opera specifica sull’argomento, è giocoforza riconoscere che egli in Teoria generale dello spirito come atto puro — in particolare in Sommario di pedagogia come scienza filosofica — in Difesa della filosofia e in ‘La riforma dell’educazione’, ha dimostrato, in molte pagine, la propria competenza in materia. Da lui vista per un verso, come scienza legata alla filosofia — di cui tra l’altro, insieme con la sociologia è figlia — e, per l’altro, come dottrina empirica. Alcune pagine sono dedicate anche ai temi del subconscio e dell’inconscio, a dimostrazione che il filosofo possedeva una preparazione completa in tali campi con autori citati sempre di prima mano”.

 

Lino Di Stefano non solo filosofo, ma anche poeta e critico letterario. Numerosi sono i suoi scritti su Pirandello e il pirandellismo, su Augusto Del Noce, sulla letteratura tra Otto e Novecento. Ha pubblicato diversi testi anche con le edizioni Thule di Tommaso Romano.

 

La sua ricerca si basava sui pensatori della filosofia del XX secolo e il rapporto tra il primo Novecento e la fine dell’Ottocento, su Benedetto Croce e Kant. Era nato a Campobasso nel 1938.

 

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