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Carlo Spinelli responsabile per la politica interna del movimento Italia dei Diritti invita il governo italiano a prendere in considerazione l’eventualità di inserire in via prioritaria nel programma vaccinale commesse e commessi dei supermercati per tutelarne la salute e rompere una possibile catena veicolare del virus.

In questi giorni si sta discutendo molto su chi debba avere priorità sui vaccini e le categorie a rischio che necessitano di un’accelerazione nel piano vaccinale e dal governo le linee guida sono le stesse ovvero over 80 per poi passare ai settantenni e così via comprendendo le persone più fragili senza limite di età; la regione Lazio ha poi indicato, con l’arrivo del nuovo vaccino monodose J&J, di vaccinare detenuti e lavoratori penitenziari per prevenire eventuali focolai all’interno delle sovraffollate carceri. Restano però escluse da questo aggiornamento del piano vaccinale categorie che rimangono comunque a rischio di infezione da coronavirus in quanto esposte quotidianamente alla trasmissione del virus in quanto a contatto continuo con il pubblico. Da queste categorie che possiamo definire dimenticate, ci sono i lavoratori dei supermercati che da quando è esplosa la pandemia non si sono mai fermati continuando nel loro lavoro garantendo alla popolazione un servizio primario quale l’approvvigionamento delle materie prime per la sopravvivenza. Il movimento politico Italia dei Diritti fondato e presieduto dal giornalista Antonello De Pierro per bocca del responsabile alla politica interna Carlo Spinelli interviene chiedendo che anche ai lavoratori dei supermercati e dei negozi di alimentari in genere venga riconosciuta la priorità al vaccino:” E’ più di un anno che stiamo vivendo questa emergenza sanitaria dovuta al Covid 19 e mai e sottolineo mai, ci siamo trovati di fronte a supermercati, negozi alimentari e panifici chiusi; i lavoratori del settore hanno sempre garantito con la loro presenza l’approvvigionamento di ciò che ci serve per sopravvivere senza tra l’altro ricevere indennità di rischio oltre il normale stipendio come successo invece ad altre categorie di lavoratori che hanno continuato nonostante il virus a prestare la propria opera lavorativa. Mi chiedo come mai questi lavoratori non siano stati presi in considerazione per avere una priorità sulle vaccinazioni. Spesso commesse e commessi non superano i 1000 euro di paga mensile a fronte di un lavoro già stressante di per sé al quale nell’ultimo anno si è aggiunta la paura di entrare a contatto con persone positive al Sars-Cov2, spesso – continua Spinelli – i lavoratori stessi sono costretti a rifornirsi dei dispositivi di protezione individuale come mascherine e guanti perchè non forniti dall’attività per la quale lavorano e spesso questi dispositivi non sono sufficienti per arginare il contagio in quanto non a norma o comunque non del tipo di protezione richiesta ( ad esempio FFP2).Nella provincia romana in questi giorni si sono registrati due decessi da coronavirus, il direttore di una nota catena di discount e un commesso di un’altra catena di supermercati francese mentre il tasso dei contagi relativi alla categoria sfiora il 30% ma questi numeri per chi decide chi deve fare il vaccino in via prioritaria evidentemente non sono sufficienti a dare loro la priorità vaccinale. Noi del movimento Italia dei Diritti ci schieriamo a fianco dei lavoratori della grande distribuzione alimentari ma anche dei commessi dei piccoli negozi di alimentari e dei panifici e chiediamo al governo italiano, in primis al Premier Draghi e al ministro Speranza nonchè al generale Figliuolo di prendere in considerazione l’eventualità di inserire nelle priorità del piano vaccinale questa categoria di lavoratori in quanto esposti giornalmente a rischio di contagio e ci rendiamo fin da ora disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa di protesta che i sindacati di dette categorie intendono intraprendere per far valere i propri diritti ed in questo caso il diritto alla salute, inoltre sarà mia premura inviare una mail formale al Premier Draghi ed al ministro Speranza per chiedere che il lavoratori del settore alimentare vengano inseriti nel piano vaccinale sin da subito affinché venga garantito loro il diritto alla salute. Intorno alle commesse ed ai commessi dei supermercati – conclude Carlo Spinelli – gravitano tante altre persone in particolar modo i loro familiari e vanno tutelate; se si vuole uscire da questa situazione emergenziale al più presto, occorre intensificare il piano vaccini e dare priorità alle persone più esposte e che possono veicolare in maniera più massiccia il contagio e chi è a contatto con il pubblico sicuramente è un vettore pericoloso ed importante”.

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Ufficio stampa politica interna Italia dei Diritti

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