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L’arte non si ferma sui social. La giornalista sannita Annalina Grasso omaggia Santiago Ribeiro il surrealista più famoso al mondo con un video dalle 50 mila visualizzazioni

Cos’è l’inconscio? Cosa ci suggerisce l’arte in questo particolare momento storico? – YouTube 

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La giornalista sannita insieme all’attore Maurizio Bianucci e al poeta Vincenao Cali’ ha ideato e realizzato un video sul surrealismo di Ribeiro che fa riflettere sul ciò che stiamo vivendo

 

Voce suadente e misteriosa quella dell’attore italiano Maurizio Bianucci, premio Crocitti 2019, il quale ha preso parte a serie importanti e di successo come Suburra, a numerose pièces teatrali e fictions RAI, e che declama la poesia nella versione italiana dal titolo “Profluvi” del poeta siciliano Vincenzo Cali’, mentre quella inglese dal titolo “Flows” è declamata dalla giornalista e curatrice d’arte beneventana Annalina Grasso, il quale incornicia di parole inquiete e stranianti le opere dell’artista internazionale, fondatore del movimento “New Surrealism Now”, Santiago Ribeiro, le cui opere scorrono a Times Square, New York, il quale ci mostra come probabilmente saremmo qualora liberassimo totalmente il nostro inconscio e le nostre pulsioni: nudi e ciechi, non davvero liberi, ma smarriti, euforici, non felici.

L’arte di Santiago è stata, è, e potrebbe essere ancora una visione delle menti di ognuno di noi, soprattutto in questo momento storico, fatto di lockdown, didattica a distanza, distanziamento fisico che generano in noi ansia e stress, paura per il futuro, angoscia. Cosa potrebbe esserci dentro le nostre menti stremate dalle restrizioni e al contempo dal timore del contagio? Una voglia di liberarsi delle vesti del cittadino perbene, dell’homo civile, cristiano, razionale, snobbando il libero arbitrio, e seguire solo il proprio istinto, la parte oscura di se; sfogarsi. Vivere in una società come la immaginava e auspicava il marchese De Sade dove non ci possono essere punizioni, né processi per le azioni malvagie, in quanto l’uomo segue ciò che fa la Natura che crea e distrugge.

Tuttavia il video attua ciò che si chiama eterogenesi dei fini, ovvero, attraverso “la visione di quello che potrebbe essere se”, che induce ad aspirare ad altro e a renderci sempre più consapevole della contraddizione tra la necessità e il bene e, ritrovando il fondamento vero della dignità e del valore di noi esseri umani, per non essere né ciechi, né nudi e vagare nella perenne incertezza, bensì appellandoci all’impersonale che è presente in ciascuna persona per superare le scavalcare le nostre ansie e paure. L’arte con il supporto della tecnologia, ci aiuta a farlo, anche a distanza, mostrandoci quanto possiamo essere simili in questo momento.

 

Si può guardare alla pandemia, al mondo che sta cambiando, al lockdown, alle restrizioni, in un modo diverso? Quante volte abbiamo pensato di liberare le nostre pulsioni? L’artista portoghese Ribeiro ci fa vedere il nostro inconscio in un video realizzato tra tre italiani per omaggiare il suo “Nuovo Surrealismo” che può dirci molto su noi stessi in relazione al tempo che stiamo vivendo.

Quante volte usiamo l’aggettivo surreale? Ormai tutto è diventato surreale, da una mostra, al calcio, ad una discussione, fino ad arrivare, figuriamoci, ai tempi del Coronavirus. In realtà l’aggettivo surreale non ha nulla a che vedere con la paura, surreale ha a che vedere con la libertà: André Breton, intellettuale e poeta francese diceva che la surrealtà è la soluzione degli stati del sonno e della veglia in una realtà assoluta.

 

In tal senso bisognerebbe pensare ad un post pandemia antisurreale dove si riscopra il senso del bello collegato al surreale che non è mai brutti, semmai sublime. L’artista portoghese Santiago Ribeiro, fondatore del movimento New Surrealism Now iniziato nel 2010, in tal senso regala la bellezza di una nuova visione che sembra inquietante perché ci mostra quello che potremmo essere tutti, ma allo stesso tempo, prendendone atto, e resasi intellegibile la realtà come in parte anche il subconscio grazie alla psicoanalisi e alle neuroscienze, si può già essere soddisfatti di questa presa di coscienza.

 

La pittura di Santiago Ribeiro regala il reale e il rovescio, l’irreale e la sua semioscurità, il movimento e la suaesagerazione, come il gusto che si prova quando si osserva qualcosa creato dal nulla. Se il tratto è surrealista ciò che i suoi dipinti ci mostrano, in un giusto equilibrio cromatico è un’altra realtà, come se le figure che sfidano chi osserva le sue tele fossero le nostre stesse ombre sollevate dalle profondità della memoria.

 

Le ombre vanno tenute a bada per il nostro bene e per quello della collettività, ma è anche un bene renderle intellegibili, in maniera tale da farci meno paura. Il surrealismo in sostanza si propone di fare questo e quello di Ribeiro trasforma il subconscio in essenza ontologica, pr cui il mondo e noi stessi non siamo comprensibili solo razionalmente ma anche in un modo più oscuro e misterioso adoperato soprattutto da poeti e artisti, i quali nell’ombra trovano il loro rifugio ideale per svelare cose che apparentemente sembrano ovvie.

 

Le tele che scorrono all’interno del video realizzato dalla giornalista e curatrice d’arte sannita Annalina Grasso, dal poeta siciliano premio Garcia Lorca e A.S.A.S Vincenzo Calì e dall’attore romano Maurizio Bianucci, premio Crocitti 2019, interprete di numerose pellicole, fiction RAI e pièces teatrali, sono appunto accompagnate dalla voce inquieta dell’attore che legge la poesia scritta appositamente per l’arte di Ribeiro da Calì, dal titolo enigmatico “Profluvi”:

 

L’io si libra,

 

inquieto è l’incanto, del certo è cieco,

 

moralità annegate,

 

lascio a vero impeto,

 

conscio e inconscio fusi a metà.

 

 

 

Onirica danza mi scuote,

 

il derma vibrante dice se,

 

la materia è eterea,

 

spalanca i profluvi e al fine sento…

 

 

 

Sottili linee d’echeggi ondulano,

 

le ossessioni si affollano vive,

 

spazio e tempo lascio a metà

 

e il fine è certo…

 

La poesia sottolinea come sia la realtà stessa ad essere surreale, in quanto come sosteneva anche Magritte, non è mai stata separata dal suo mistero. E Santiago Ribeiro, attualmente il surrealista più famoso al mondo, sa benissimo che la logica da sola non può risolvere i misteri della vita, senza però lasciarsi tentare dall’abbandonare totalmente al subconscio, bensì “limitandosi” ad assediare i nostri occhi da ogni angolo, spingendoci ad un desiderio di verità, conoscenz

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