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Non so se questa mia  sensazione, non proprio orientata verso il rosa, sia la conseguenza di quanto è scritto all’anagrafe per quanto attiene alla mia data di nascita piuttosto lontana, oppure se detta sensazione si fondi oggettivamente su dati realistici, fatto sta che, giorno dopo giorno, ed in maniera crescente,  non riesco più ad immaginare che questo incessante progresso , anche finita la pandemia in atto,  possa far riassaporare il piacere di vivere che sicuramente c’era quando mancava il pane e si faceva risuolare le scarpe o non esisteva la…pizza.

L’idea dell’Europa unita per la quale, insieme con tanti altri italiani,  ho speso in studi gli anni 50 circa presso l’isola di San Giorgio di Venezia, sotto il patrocinio dei padri fondatori, sta diventando un palazzo che non deve cadere, ed ormai non cadrà più,  per motivazioni che sarebbero, ove dovesse cadere, più  pericolose e scompaginanti dello status quo.   Gli Stati Uniti d’America, per bocca di un solo apparentemente calmo e moderato come Biden (vorrei sbagliare), con il giusto appoggio di EU, sta scontrandosi frontalmente con la Russia di Putin, mentre le altre potenze in chiave dittatoriale o semi-dittatoriale, o peggio, quelle affamate e malate, fanno da contorno destabilizzatore con riflessi che non si possono non riverberare nell’intero pianeta che mette gli occhi su…Marte e (?) Giove, ma non guarda per terra.

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D’accordo, senza progresso, non si cammina, tuttavia c’è da chiedersi se, in chiave prospettica futura, una realtà come quella testé citata, non possa andare in corto circuito, fino ad arrivare all’imponderabilità delle azioni  da parte di una testa più o meno pazza del suo competitor…, atteso che il dialogo  si basa, ormai da  moltissimi anni, non già sul buon senso dell’uomo, ma sic et simpliciter sulla prevaricazione di un interesse sull’altro, con la conseguenza di ingenerare una conflittualità sociale permanente fra potenze.

Il nocciolo della questione sta proprio qui:  atteso che una “tranquillità” mondiale sembra quanto mai improbabile, io penso che le dittature, ma anche le democrazie, abbiano fatto il loro corso e che per poter spegnere rivalità di ogni tipo che, come sappiamo, lasciano sempre le porte aperte alla guerra, sia urgentemente necessario immaginare un unico riferimento mondiale, indipendente, se non addirittura avulso da tutte le realtà geo-politiche esistenti,  ad evitare i problemi quotidianamente latenti.

L’attuale progresso, se davvero così vuol chiamarsi, deve mirare a questo prima ancora di pensare a…Marte, come ho detto ironicamente dianzi,  in quanto il pianeta, che non costituisce proprietà degli uomini, ma ci è stato dato in comodato come dicono le sacre scritture (per chi crede, ma, di fatto, è così anche per i non credenti) ha le risorse necessarie non solo per sfamare tutti, ma anche per “regalare” all’uomo il piacere di una vita conforme ai suoi canoni fisiologici.

Come dire: oltre al “comodato”, il pianeta ci offre gratuitamente, anche i suoi buoni frutti.  Andrebbe anche considerato che, avendo oggi le azioni  dei  tempi “flash”,  un eventuale passo falso potrebbe demolire il pianeta.  E ciò, alla faccia del progresso che, sicuramente, non avrà  nel frattempo ancora imparato la lezione impartitaci dalla pandemia, realtà già questa che, potenzialmente, avrebbe potuto demolire tutto e tutti !

Arnaldo De Porti

Belluno-Feltre

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