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COMUNITA’ D’INTENTI FRA LA CONFEDERCONTRIBUENTI E LA FRANCESE ASSOCIATION AIDE ENTRERPRISE, NEL CORSO DI UN INCONTRO ONLINE BILATERALE PER UN PROGETTO EUROPEO COMUNE DI DIFESA DEI CONTRIBUENTI, CON IL  VICE PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE FRANCESE, SYLVAIN WASERMAN

 

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Comunità d’intenti, nel corso di un proficuo incontro bilaterale tra le due organizzazioni per la difesa dei contribuenti e delle imprese di Italia e Francia, al quale hanno partecipato le delegazioni rappresentative delle due organizzazioni alla presenza dei rispettivi presidenti nazionali –Brigitte Vitale che presiede la Association Aide Enterprise e Carmelo Finocchiaro che presiede l’italiana Confedercontribuenti- i quali hanno interloquito con il vice presidente dell’Assemblea nazionale francese, Sylvain Waserman, deputato nella seconda circoscrizione del Basso Reno e componente della Commissione “Affari Esteri”. Durante questo incontro online -al quale hanno partecipato tra gli altri il vice presidente nazionale di Confedercontibuenti, Alfredo Belluco, e il segreterio nazionale Ettore Minniti- sono stati evidenziati i molteplici punti di convergenza utili per lanciare un progetto che porti a fronteggiare in maniera coesa i tanti i temi che accomunano non solo Francia e Italia, ma anche altri Paesi europei, in un periodo di estrema criticità economica e sociale che la pandemia ha creato e che prevede, fra le altre cose, il varo di una Carta europea per i Diritti degli indebitati. La lungaggine delle procedure fallimentari, le aste giudiziarie, la non garanzia della tutela delle imprese in difficoltà , sono solo alcuni dei temi che le due organizzazioni stanno affrontando, durante cui si è giunti anche all’accordo di coinvolgere altre organizzazioni in sede europea, tra le quali quelle rappresentative di Spagna, Germania e Paesi Bassi. Ancora una volta le organizzazioni sono state concordi nel considerare quale obiettivo prioritario quello di presentare alcune iniziative legislative in sede Europea, sui temi caldi delle piccole e medie imprese: unificazione di una  fiscalità europea equa e unitaria, una legislazione definita e rispondente agli interessi della sopravvivenza delle imprese con una regolamentazione a livello europeo, relativamente alle procedure fallimentari l’ istituzione di un nuovo sistema delle aste giudiziarie con un regolamento unico, trasparente che possa dare le adeguate garanzie di tutela del patrimonio aziendale e personale dell’impresa. Brigitte Vitale che presiede la Association Aide Enterprise e Luciano Murgia che rappresenta l’Associazione OSDEI in Italia, si sono detti soddisfatti, auspicando che si continui a lavorare su questa  cooperazione  internazionale, per fronteggiare le molteplici problematiche fiscali e normative che accomunano tutti gli imprenditori ed i singoli contribuenti dell’Europa. Nel corso del suo intervento, il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo aver messo in evidenza che “gli italiani sono accomunati ai fratelli francesi dalle bellezza dei nostri due Paesi, ma anche dalle tante difficoltà che ci rendono simili” ha affermato che “in rappresentanza dei contribuenti e delle imprese italiane, rivendico le stesse questioni che anche voi state ponendo oggi su questo  stesso tavolo. Anche noi siamo molto preoccupati, da quando abbiamo appreso che dall’Europa -dopo l’approvazione dei piani nazionali del Recovery e dei sostegni che saranno dati alle singole nazioni- arriveranno irragionevoli input per rendere più stringenti le misure e le regole che accelerano le espropriazioni ai debitori-imprenditori senza colpa. Ciò non va sottovalutato, anzi dobbiamo vigilare sull’allarme lanciato dalla Banca Centrale Europea e dal suo centro studi che alcuni giorni fa ha prospettato una crescita esponenziale dei fallimenti che si registreranno in Europa a causa della pandemia. Ecco perché serve un patto di unità che possa partire da una azione unitaria e poi diventare comunitaria atta a uniformare la legislazione europea sui temi delle crisi aziendali, sui fallimenti e sulle aste giudiziarie. Infatti –ha detto presidente Finocchiaro alle autorità collegate online dalla Francia- il nostro scopo è quello di creare un patto europeo fra le nostre associazioni di categoria: insieme a voi , agli uomini e alle donne di altre nazioni, dobbiamo unirci per vincere questa battaglia e potremo riuscirci  se porremo e affronteremo tali questioni prima in termini nazionali e poi in ambito comunitario. Da soli, ognuno nel nostro Paese, non si va più da nessuna parte, perché ci sarà sempre un Paese più forte del nostro il quale non impedirà certo che i nostri imprenditori soccombano, a vantaggio della propria economia nazionale. Proprio per questo faccio appello al vice presidente dell’Assemblea nazionale francese, Sylvain Waserman, affinchè si possa costituire un’esperienza parlamentare comune per rendere omogenee le norme nazionali”. Nel prendere la parola, il presidente Sylvain Waserman membro  della Commissione francese per gli Affari esteri e vice presidente dell’Assemblea Nazionale francese, ha risposto così al presidente nazionale Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro: “Grazie per questi propositi e lei ha detto molte cose importanti. Ha perfettamente ragione che si rende necessario omogeneizzare questa pratica europea, perché è la soluzione giusta. La Francia e la Germania stanno già lavorando a questo progetto, ovvero quello di far confluire il proprio modello economico sociale e giuridico. Un’esperienza questa, quella franco-tedesca,  che si sta rivelando un successo e che adesso, come ha ben detto lei presidente Finocchiaro, va certamente estesa ad altri Paesi europei, per ottenere il risultato desiderato. Questa proposta deve essere intanto il motore per almeno cinque o sei Paesi europei che insieme devono armonizzare le procedure: oltre alla Francia e alla Germania, devono esserci l’Italia, i Paesi Bassi e la Spagna, in modo tale da creare uno zoccolo duro dal quale partire e coinvolgere le altre nazioni europee, perché sarà solo utopia se non si fa così. L’Unione Europa non è capace di imporre tale decisione a tutti. Effettivamente bisogna partire dal basso e intanto cominciare a lavorare, come già detto, con cinque o sei Paesi europei. Quindi, ha ragione e sono d’accordo con lei. Lavoriamo insieme per raggiungere questo lungimirante obiettivo a tutela e a difesa dei contribuenti di ogni Paese d’Europa”.

 

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