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Anche chi è alla ribalta mondiale, per costrizione o per libera scelta, lascia poi la scena. Angela Merkel fra pochi mesi non sarà più Cancelliere federale della Germania.                                                                                                                                Futuro duro e complesso in ogni parte del globo, ancor più oscuro col persistere della pandemia. Anche per la Germania lo è, cui dà l’addio Angela Merkel dopo quattro mandati da Cancelliere. Ed esorta i tedeschi ad essere forti: “Abbiamo risolto tante cose, possiamo farcela anche questa volta”.                                                                                  Quattro mandati portati avanti dalla Merkel con il pragmatismo che la caratterizza, volto pertanto all’equilibrio tra le diverse spinte geopolitiche: Stati Uniti, Russia e Cina. Equilibrio che ha permesso alla Germania standard di ricchezza e disoccupazione bassissima, e anche l’apertura nel 2015 agli immigrati. Vincente nei rapporti internazionali è apparsa la sua capacità di padroneggiare le questioni con un parlare essenziale e al tempo stesso frutto di conoscenza scientifica dei vari problemi, come è stato da alcuni riconosciuto.                                                                                                                     Nata alla guida politica della Germania da un Helmut Kohl ormai immerso negli scandali finanziari, al quale si chiedeva quindi di lasciare la carica di Cancelliere, Angela Merkel ha guidato dal 2005 la Germania superando crisi interne (basti pensare alla crisi finanziaria del 2008, all’esplosione dell’ultradestra, alla pandemia) ed estere (primavere arabe, guerra Russia-Ucraina, annessione della Crimea, crisi del progetto europeo e crisi migratorie), adoperandosi con straordinaria dedizione a evitare il peggio. Esce dalla scena lasciando alla Germania un segno, non è a giudizio di tutti positivo in quanto caratterizzato anche da incertezze, ma queste sono presenti ovunque e con peso maggiore. Valga la denominazione datale, “The Lady of the world”, chiara significazione dell’importanza mondiale che le è stata da tutti riconosciuta.                                                                                                                  Angela Dorothea Merkel, nata Kasner (Amburgo,17 luglio 1954) dal pastore Horst e da Hederlind Jeutsch, docente di inglese e latino, si laurea presso l’Università di Lipsia in Fisica e prosegue il dottorato di ricerca in Chimica fisica presso l’Accademia di Scienze di Berlino, dedicandosi allo studio del decadimento delle molecole di idrocarburi. Intanto, dopo la caduta del muro di Berlino (1989), si volge a un impegno in politica e viene, alle prime elezioni libere del 1990, nominata Portavoce del Governo della Repubblica Democratica Tedesca. Inizia così il suo percorso in ascesa che la vede dapprima Ministro per le donne e i giovani nel 3° Governo Kohl, poi Ministro per l’ambiente, Segretario generale del CDU, fino ad essere, come sfidante del Cancelliere Schroeder, eletta Cancelliere il 22 novembre 2005. Rieletta poi anche nelle successive votazioni (2009, 2013, 2017), diventa voce significativa anche all’interno della Unione Europea, contribuendo pertanto a realizzare pure le tanto deprecate riforme economiche di austerità, come quelle imposte alla Grecia. E questa Nazione risente ancora delle durissime condizioni della Troika da cui è sì uscita nel 2018, ma depredata da privatizzazioni e svendite, impoverita da tagli a stipendi e pensioni, inoltre con un’accresciuta disoccupazione e una condizione di vita sotto ogni aspetto immiserita. Un grosso ‘neo’ a dimostrazione della fragilità della unione nella Comunità Europea che come valore fondamentale inserisce, tra gli altri, quello della solidarietà e della protezione di tutti i cittadini europei.                                                                                                                         Quest’anno Angela Merkel è arrivata al capolinea del suo quarto Cancellierato, dopo aver guidato per sedici anni la Germania, ed è stato il suo un lungo tempo, secondo solo rispetto a quello di Kohl. I tedeschi sono riconoscenti di quanto Ella ha realizzato nei quattro mandati in cui è stata a guida, hanno inoltre molto apprezzato il suo comportamento, il modo di essere improntato a correttezza e semplicità, l’hanno pertanto ringraziata con affetto applaudendola ripetutamente.                                                          Angela Merkel non ha considerato la sua carica un affare da gestire per distribuire favori a piacimento, né ha con essa realizzato beni per sé e per i suoi familiari e amici. A quanto si sa, non ha ville o altri beni di lusso, ha continuato a vivere nell’appartamento dove viveva prima che fosse eletta Cancelliere, e per il ménage domestico non ha aiutanti, tutto gestisce lei insieme al marito. Si dice poi che a chi le chiedeva come mai indossasse la stessa linea di abito, quasi una divisa, abbia risposto di essere una dipendente del Governo, non una modella. Per tanti motivi un esempio da sollecitare a seguire.                                                                                                     Qualcuno c’è stato in passato anche da noi con scarso seguito.                                                                                                                                          L’Italia del secolo scorso, ormai di tanti decenni fa, ha avuto come Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi che davanti Palazzo Chigi era atteso da persone in grandi difficoltà, alle quali donava parte del suo stipendio. Veniva rimproverato dalla moglie ed era pure costretto a farsi dal sarto ‘rivoltare’ (allora si risparmiava anche così) cappotto e giacca.                                                                                                                      Tempi ormai remoti e, soprattutto, altri politici.

Antonietta Benagiano

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